Nonostante i divieti gli scaricatori abusivi di rifiuti circolano ancora: scoperti sei accumuli in pochi giorni

Agenti al lavoro per identificarli

Uno dei mucchi di rifiuti scoperti dagli agenti

L’emergenza coronavirus non ferma gli illeciti in materia di abbandono di rifiuti. Anzi, a volte li agevola, vista la scarsa presenza di persone sul territorio e la necessariamente ridotta vigilanza. Il periodo di chiusura forzata di molte attività artigianali e commerciali ha indotto alcuni imprenditori scorretti a fare pulizia nei loro magazzini e a liberarsi dei materiali di risulta scaricandoli nelle campagne semideserte tra fine marzo e inizio aprile 2020.

La scorsa settimana soltanto nella prima cintura a sud di Torino (Beinasco, Nichelino e Moncalieri), gli agenti della polizia metropolitana della direzione sistemi naturali hanno rilevato numerosi scarichi seriali di rifiuti: tre cumuli di paraurti e materiali di carrozzeria, altri tre mucchi di vecchi serramenti e portoncini condominiali, di stracci e di plastiche, che sono state oltretutto incendiate.

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Poiché lo smaltimento di questi rifiuti costa molto ai Comuni e quindi ai contribuenti, la direzione sistemi naturali della Città Metropolitana è attiva per vigilare sul rispetto delle norme in materia. Grazie agli impianti di videosorveglianza e a moderne attrezzature di piccolissime dimensioni, la polizia metropolitana tiene sotto controllo molte discariche abusive. I trasgressori vengono denunciati e devono rimuovere i rifiuti a loro spese. I mezzi di trasporto vengono confiscati nel caso siano stati utilizzati per disfarsi di rifiuti classificati come pericolosi.

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