Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Thyssen, ridotte tutte le pene: "Nessun dolo". L'aula esplode: "Maledetti"

Ridotta a dieci anni, nel processo d'appello a Torino, la pena per l'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenhahn, per il rogo del 2007. I familiari delle vittime: "Che schifo".

"Maledetti. Questa è la giustizia italiana, che schifo". Le urla e le proteste dei familiari delle vittime del rogo Thyssen hanno fatto eco alla lettura della sentenza d'Appello per la tragedia che nel 2007 costò la vita a sette operai. Quest'oggi c'era l'udienza più importante, ma per loro si è rivelata una giornata amara.

 

I giudici hanno ridotto le pene: Herald Espenhahn, l'amministratore delegato delle acciaierie, era stato condannato a 16 anni e mezzo in primo grado, mentre con l'appello è stata ridotta a 10 anni. Ridotte le condanne anche a tutti gli altri imputati, i quali dovranno scontare reclusioni dai 7 ai 9 anni.

Per i giudici della Corte d'appello non ci fu dolo. La nuova sentenza cancella l'omicidio volontario: si tratta di omicidio colposo con colpa cosciente.  "Non lo accetto - ha detto la sorella di una delle vittime al termine dell'udienza - mio fratello e altri sei ragazzi sono morti e queste pene sono troppo basse". Il 15 aprile 2011 venne emessa la storica sentenza dalla seconda corte d'assise di Torino presieduta da Maria Iannibelli. L'amministratore delegato dell'azienda tedesca era stato ritenuto responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale.

Ci sono stati disordini e affollamenti nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino al termine della lettura della sentenza. I parenti delle vittime hanno iniziato a protestare vivacemente contro le riduzioni decise dalla Corte d'appello, lanciando insulti contro gli avvocati difensori degli imputati. E' stato necessario l'intervento dei Carabinieri.

GUARINIELLO - "Speravamo nel dolo eventuale - dice Guariniello al termine dell'udienza -. E' stata riconosciuta la colpa cosciente ma noi avevamo posto ai giudici una domanda: quanto vale la vita di un uomo? La risposta é stata 10 anni. Non ne sono mai stati dati tanti per un infortunio sul lavoro". La riduzione ha scatenato la rabbia dei parenti delle vittime, che ora vogliono incontrare il Ministro. "Quello di oggi è un messaggio alle imprese: devono fare prevenzione. Altrimenti arrivano condanne che non sono coperte dalla condizionale".

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