Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Fassino: "Andiamo su Marte, possiamo portare il segnale Rai a 600mila piemontesi"

Il Comitato Regionale per le Comunicazioni ha rilevato problemi in diverse zone anche sulla collina di Torino

Sono almeno 600mila i piemontesi che non ricevono correttamente il segnale della tv di Stato. È il dato che emerge dai dati rilevati dal Corecom Piemonte (Comitato Regionale per le Comunicazioni).

Del problema e della sua soluzione ha trattato il convegno “La Tv che non vedi: Segnale Rai o segnali di fumo?” tenutosi venerdì 11 marzo a Palazzo Lascaris. Franco Siddi, componente del Consiglio d’amministrazione Rai, è intervenuto telefonicamente all’incontro: “Con il pagamento del canone obbligatorio in bolletta, diventa di maggiore attualità la questione della ricezione del segnale televisivo in tutte le aree d’Italia. Ho posto la questione anche in Commissione di vigilanza. Abbiamo raggiunto la copertura del 95 per cento della popolazione italiana, ma ampie zone sono scoperte. Con il canone in bolletta i nostri obblighi di servizio, se vogliamo, aumentano”.

A sua volta il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus ha dichiarato che “dall’indagine emerge una grave carenza nella diffusione del segnale. La manutenzione dei ripetitori è quella che è, quindi la situazione non può che peggiorare. Dobbiamo rivolgerci alla Rai, la questione va risolta una volta per tutte ed è importante che intervenga pure la Giunta”.

Anche il sindaco di Torino, presidente Anci nazionale Piero Fassino, ha concordato sul punto: “E’ evidente che se la legge dice che bisogna garantire la copertura integrale del territorio per quanto consentito dalla scienza e dalla tecnica e visto che stiamo preparando la missione su Marte, allora si può anche portare il segnale Rai in tutto il Piemonte. È un tema che attiene a strategie di investimento: bisogna mettere in campo tutte le iniziative, come presidente Anci posso assicurare un’azione dell’associazione verso il Governo e la Rai perché si dia soluzione a questo annoso problema”. 

Il presidente del Corecom Piemonte Bruno Geraci ha aggiunto: “Quella che abbiamo fatto è la mappatura più precisa d’Italia. La politica che deve farsi carico della questione. I problemi ci sono un po’ dappertutto: novarese, biellese, a macchia di leopardo tutta l’area delle Alpi e l’Appennino. Ma anche il centro di Asti, la collina di Torino”.

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