Transessuale arrestato, ha tentato di estorcere denaro anche a due clienti torinesi

Il ricatto passava dai social. L'uomo, 34enne, è un estorsore seriale: sono oltre 20 i casi accertati in tutta Italia

Immagine di repertorio

Ricatti a "luci rosse" da parte di un transessuale verso i propri clienti sparsi in tutta Italia, tra cui un paio nel Torinese. Le vittime erano costrette a sborsare soldi, altrimenti l’estorsore avrebbe reso note le loro preferenze sessuali tramite i social network. Martedì i carabinieri di Padova hanno eseguito nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di estorsione. Sono oltre 20 i casi accertati dai militari.

Il transessuale, un filippino di 34 anni, avrebbe agito tra giugno e dicembre 2015. I clienti erano tenuti in scacco a suon di ricatti. Il furbetto da qualche tempo si era allontanato da Padova e martedì è stato rintracciato e arrestato a Roma, in zona Eur, e portato nel carcere di Regina Coeli dove si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria.

I RICATTI. Il filippino metteva in atto in modo sistematico richieste estorsive, sia nei confronti di clienti, sia di persone che entravano in contatto con lui tramite il portale web "bakekaincontri" e su altri siti internet simili. Il 34enne era solito concordare telefonicamente con la vittima un incontro per una prestazione sessuale, a pagamento. Se il cliente non si presentava all’appuntamento veniva bersagliato da minacce telefoniche con richieste di denaro. In un secondo momento, il filippino, dopo aver carpito l’identità attraverso Facebook o la chat Whatsapp del mancato cliente, pubblicava online sul sito “bakekaincontri” un’inserzione a sfondo erotico contenente le foto e il numero di telefono della vittima, nel frattempo chiedeva ripetutamente a quest’ultima denaro per cancellare la pagina creata ad hoc. In alcuni casi, il 34enne non pubblicava l’inserzione della potenziale vittima, ma minacciava via chat quest'ultima che qualora non avesse pagato tra i 50 e i 200 euro a seconda dei casi (che si faceva accreditare su carta post-pay), avrebbe proceduto alla pubblicazione dell’annuncio online.

LE VITTIME. Sono sette le estorsioni consumate nel 2015, documentate dai carabinieri: il 13 dicembre ai danni di un padovano (l'unico ad aver denunciato l'accaduto) che gli aveva consegnato 200 euro in contanti; tra settembre e dicembre ai danni di un pistoiese per 800 euro in due versamenti di 500 e 300 euro; tra novembre e dicembre ai danni di un altro pistoiese per 70 euro; ad ottobre ai danni di un romano per 100 euro; sempre ad ottobre un bellunese per 200 euro; a novembre un parmense per 50 euro; a dicembre uno straniero per 50 euro. 
I tentativi, invece, non riusciti, di estorsione accertati sono stati sedici: tre nel Padovano; due nel Trevigiano; due nel Veronese; due nel Torinese, uno nel Bergamasco, uno nel Pistoiese, due nel Modenese, uno a Reggio Calabria, uno a Prato ed uno a Siracusa.

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