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Minotauro, revocata la confisca dei 10 milioni di beni di Iaria

Secondo i giudici, non è certo che gli immobili confiscati, risalenti agli anni Settanta, siano effettivamente frutto di attività riconducibili alla 'Ndragheta

Confisca revocata per i beni riconduciili a Giovanni Iaria - del valore di circa 10 milioni - imputato nel processo Minotauro sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta nel torinese e morto nel 2013. A deciderlo è stata la Corte d'Appello di Torino, accogliendo così il ricorso presentato dall'avvocato difensore Carlo Romeo.

Malgrado la morte di Iaria e lo stop al processo penale, il procedimento inerente ai suoi beni aveva continuato ad andare avanti fino alla confisca: oggi la Magistratura ha, invece, optato per la revoca del provvedimento poichè, secondo i giudici, non è certo che gli immobili confiscati, risalenti agli anni Settanta, siano effettivamente frutto di attività riconducibili alla 'Ndragheta.

Nella specie Iaria era stato condannato in primo grado nell'ambito del processo Minotauro, a sette anni e quattro mesi di reclusione per associazione per delinquere e voto di scambio. Morì il 12 febbario 2013 proprio mentre - già detenuto - attendeva l'appello.

Secondo gli inquirenti Iaria aveva stabili e consolidati rapporti con i politici, attraverso i quali esercitava il controllo sui lavori del settore edilizio.

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