Cronaca

Revoca abbonamenti in tangenziale, Pd e Forza Italia contro Ativa

L'annuncio da parte di Ativa della soppressione delle formule mensili per i pendolari ha scatenato la polemica

L'annuncio della revoca degli abbonamenti per la tangenziale di Torino da parte di Ativa, la società che gestisce il sistema autostradale sul territorio e la cui concessione è in scadenza questo mese, sta diventando un caso. 

Il mondo politico torinese infatti, da destra a sinistra, davanti a una decisione - probabilmente presa per ripicca - che interessa e mette in difficoltà circa 30mila pendolari che ogni giorno transitano dai caselli alle porte della città, ha preso posizione contro Ativa. Il prossimo 7 settembre Ativa sarà audita dalla seconda commissione regionale ma prima di quella data, essendo il 31 agosto il termine della scadenza della convenzione, le parti politiche auspicano l'intervento della Città Metropolitana e in particolare del sindaco Chiara Appendino. 

"La presa di posizione del cda di Ativa in reazione al mancato rinnovo della concessione in scadenza è inaccettabile - ha dichiarato Antonio Ferrentino, consigliere del Pd in Regione e vicepresidente della II Commissione -. Minacciare la cancellazione dell'abbonamento, che interessa 30.000 utenti, è una risposta arrogante e fuori dal tempo. Con il senatore Esposito - ha precisato -, vicepresidente commissione trasporti in Senato, ci coordineremo contro un provvedimento unilaterale e odioso che rischia di penalizzare le famiglie torinesi".

E secondo Osvaldo Napoli, consigliere in comune per Forza Italia, a Torino sta vincendo la politica dell'immobilità. La concessione scaduta di Ativa e il rischio per i pendolari di perdere l'abbonamento mensile, la decisione di Ryanair di investire 1 miliardo in Italia, ignorando completamente le rotte da e per Torino, la decisione di Ntv di sopprimere gli abbonamenti sull'alta velocità per i pendolari della Torino-Milano, sono quelli che Napoli definisce "casi da manuale".

 "Comune e Regione - si legge sul suo profilo Facebook - non hanno fin qui dato il benché minimo segno di attivismo su tre questioni che riguardano la vita di migliaia di torinesi e di piemontesi e che impattano in modo pesante nella spesa delle famiglie. È necessario che si mettano in campo iniziative forti". 

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