Trasportata in ospedale dopo l'incidente, ma ora la casa di riposo non la rivuole più

Nonostante i tamponi negativi

La casa di riposo Senior Residence di via Servais

Trasportata in ospedale dopo un incidente avvenuto nella casa di riposo in cui viveva da quattro anni, ma ora che è guarita la struttura non la vuole più indietro a causa dell'emergenza coronavirus. È la disavventura che sta accadendo a un'italiana di 90 anni ospite, fino al 3 aprile 2020, della Senior Residence di via Servais e i cui familiari non sanno come fare per affrontare la questione. "Mia madre - racconta il figlio - ha fatto tre tamponi durante il ricovero, ma è sempre risultata negativa". Questo non è bastato a convincere i vertici della struttura a riaccoglierla.

La vicenda è iniziata quando la signora ha vomitato per un boccone andatole di traverso durante il pranzo. Successivamente a questo episodio, visto che sembrava gravissima, era stata trasportata all'ospedale Martini il pomeriggio del 3 aprile. La diagnosi era stata di una polmonite 'ab ingestis', ossia dovuta al frammento alimentare. Dopo un giorno e mezzo di terapia con antibiotici, l'anziana, che è completamente non autosufficiente, aveva iniziato a migliorare.

Al momento delle dimissioni, il 14 aprile, però, l'amara sorpresa. La casa di riposo le ha negato il rientro. "Mia madre - continua il figlio - abita lì dal 2016, considera quel posto casa sua. Inoltre è impossibile tenerla in casa. Mi avevano rassicurato che l'avrebbero ripresa, ma non è stato così". L'uomo si è rivolto al nucleo di continuità ospedaliero del Martini per trovare una soluzione. 

Per ora la donna è ricoverata nel reparto di oncologia del Martini, anche perché nel frattempo le è stato diagnosticato anche un probabile tumore. "In questo momento sto cercando una nuova struttura - conclude il figlio -. Ma mi chiedo come si possa negare ad una donna di 90 anni con demenza senile ad alta intensità, non autosufficiente, diabetica, cardiopatica e portatrice di pacemaker di rientrare a casa sua. È questo il modo di essere trattata? Tra l'altro dopo che abbiamo sempre pagato puntualmente la retta mensile". A partire dalla giornata di domani, però, un'altra struttura si è resa disponibile a ospitarla. Nella mattinata di oggi, lunedì 20, i familiari si sono recati dai carabinieri per spiegare la situazione.

La replica della casa di riposo

Secondo i vertici della casa di riposo Senior Residence, però, si tratta dell'unica soluzione possibile: "Siamo una casa di riposo in cui al momento non si sono verificati casi di coronavirus - premettono -. E applichiamo una circolare della Regione Piemonte del 14 aprile scorso. Se lo stiamo facendo nel modo sbagliato ne risponderemo. Non possiamo sapere con certezza se la signora sia positiva o meno al virus. Inoltre, al momento in cui esce dall'ospedale noi non possiamo sapere che cosa succede e non possiamo mettere a rischio gli altri 40 ospiti che abbiamo. Per noi è anche una perdita economica, perché con ogni ospite incassiamo 3mila euro al mese e quindi rinunciamo anche a del denaro per essere più sicuri. In seconda battuta, siamo una struttura sociosanitaria e, viste le recenti patologie della signora, sarebbe più opportuna una struttura sanitaria, anche perché qui non avremmo un medico a disposizione. Dal nostro punto di vista l'unica strada percorribile è il rifiuto delle dimissioni dall'ospedale".

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Che cosa prevede la circolare della Regione

In materia la circolare della Regione Piemonte prevede che "le dimissioni da presidio ospedaliero a struttura Rsa devono essere limitate alle sole ipotesi di assoluta impossibilità di gestire l'utente al proprio domicilio. I pazienti che necessitano di essere trasferiti presso le strutture residenziali sociosanitarie per anziani devono avere effettuato il tampone (il cui esito deve essere negativo) ed essere collocati in modalità isolamento-quarantena per un periodo minimo di 14 giorni". Secondo i familiari della donna lei rientra sicuramente nelle tipologie che possono essere accolte, secondo la casa di riposo invece no.

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