Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Campi nomadi, il voto al referendum in Sala Rossa slitta a venerdì

Le politiche degli ultimi anni si sono evidenziate del tutto inottemperanti rispetto al problema Rom a Torino, diventato sempre più piaga sociale tanto che molte sono state le manifestazioni - specie a Mirafiori - contro quello che è diventato una delle maggiori problematica della Città

E' stato rinviato a venerdì - in seduta straordinaria - la votazione in Sala Rossa del referendum contro i campi nomadi presentato dalla Lega Nord e in programma per il Consiglio comunale di ieri. Complici altri lavori su quali gli stessi consiglieri sono stati chiamati a decidere, l'attesa decisione su quello che potrebbe essere il futuro dei campi rom nel capoluogo è stato rinviato.

Solo qualche giorno e la Sala Rossa deciderà cosa farne della proposta leghista, per cui il capogruppo al Comune Fabrizio Ricca continua a mantenere un certo ottimismo: "Una mancata approvazione - afferma il consigliere della Lega Nord - negherebbe ai cittadini la possibilità di potersi esprimere in merito".

L'obiettivo finale è quello di poter ottenere un sì allo sgombero dei campi abusivi e alla totale regolamentazione degli insediamenti autorizzati attraverso una legge regionale che ne disciplini i vari aspetti, in particolare per ciò che attiene all'entrata e all'uscita degli stessi abitanti.

Le politiche degli ultimi anni si sono evidenziate del tutto inottemperanti rispetto al problema Rom a Torino, diventato sempre più piaga sociale tanto che molte sono state le manifestazioni - specie a Mirafiori - contro quello che è diventato una delle maggiori problematica della Città. L'unico intervento che ha portato risultati evidenti è stato quello effettuato al campo si lungo Stura Lazio, dove molti insediamenti sono stati sgomberati anche grazie ai cinque milioni stanziati dall'Unione Europea.

In molte altre parti del capoluogo piemontese, invece, la situazione, già drammatica da anni, non fa che peggiorare.
Sicuramente, il fatto di essere risuciuti a portare in Sala Rossa la proposta di un referendum popolare di questa portata, è già quasi una vittoria per la Lega Nord che dovrà ora attendere il parere del Pd - in specie - e di Palazzo Civico.

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