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Boom di preimmatricolazioni al Poli, superata la quota 10mila aspiranti

Nuovo boom per i corsi dell'area dell'Ingegneria, con 8.400 preimmatricolati che si aggiungono agli oltre 2.000 dell'Area dell'Architettura; sempre elevata la percentuale degli studenti che provengono da fuori Regione e dall'estero: sono il 60%

E' record di preimmatricolazioni al Politecnico di Torino che, per la prima volta, supera la quota di 10mila ragazzi iscritti ai test di ammissione. Sono 8400 i preimmatricolati al corso di Ingegneria ai quali si aggiungono gli oltre 2000 dell'Area dell'Architettura con un 5 per cento in più rispetto all'anno accademico 2014/2015.

Per quanto riguarda gli aspiranti ingegneri, il numero dei preimmatricolati provenienti da Regioni italiane diverse dal Piemonte e dall’estero continua a essere superiore rispetto a quello dei residenti in Piemonte: sono il 60% e provengono dalle Regioni storicamente più legate all’Ateneo come Puglia, Sicilia, Sardegna, Liguria e Calabria. Più del 25% ha conseguito il diploma di maturità con una votazione di 100/100 o 100/100 lode con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno.

Continua l’investimento dell’Ateneo sui giovani meritevoli e di talento, a partire dalla laurea triennale, con il progetto “Qualità e Impegno” che sintetizzano gli obiettivi formativi, strategici per l’Ateneo. Quasi 400 studenti hanno già formalmente espresso il proprio interesse a partecipare al progetto, ancor prima dell’uscita del bando, nonostante oltre 2.500 studenti debbano ancora sostenere il test previsto a settembre.

“Il numero complessivo di preimmatricolazioni, l’elevata percentuale di studenti provenienti da altre regioni italiane e da sedi estere, il sensibile miglioramento degli esiti dei test di ammissione sono indicatori importanti per valutare la qualità della nostra scuola e le politiche sull’alta formazione che stiamo attuando, coerentemente con il nostro piano strategico -  ha commentato Marco Gilli, Rettore del Politecnico di Torino. - Questa consapevolezza da un lato ci induce a potenziare le azioni di valorizzazione del merito e del talento. Dall’altro ci obbliga a porre un problema: per rispondere alla crescente richiesta di alta formazione che proviene dal sistema socio-economico sono necessari spazi supplementari da destinarsi ad aule e laboratori e risorse umane aggiuntive".

"Nei prossimi anni, senza lo sblocco del turn-over e l’attuazione del progetto di potenziamento delle sedi universitarie che stiamo sviluppando con la Città di Torino e la Regione Piemonte e che, auspicabilmente, avrà il sostegno del Ministero - continua Marco Gilli - il Politecnico, ai fini di garantire l’alta qualità della propria offerta formativa, si vedrà costretto, suo malgrado, a limitare ulteriormente il numero di ingressi". 

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