Cronaca

Scippi e rapine con foto del bottino su Facebook, arrestati 5 ragazzi

Sono minorenni i cinque ragazzini, residenti a Torino, finiti in manette per gli scippi ai danni di anziane signore avvenuti in città tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio

Hanno messo a segno 4 rapine e 2 scippi tra Novara, Asti e Torino e poi hanno postato il bottino su facebook. A seguito di una intensa attività investigativa cinque ragazzi di origine romena sono stati arrestati quali autori dei reati.

A dare i dettagli dell'operazione il procuratore della Repubblica Francesco Saluzzo e la dottoressa Sabrina Galli, dirigente della squadra mobile di Novara.

"L'attività criminale di questi cinque ragazzini - esordisce Saluzzo - ha provocato non poco allarme tra la popolazione novarese e gli uomini preposti all'ordine pubblico. La modalità di aggressione con la quale questi cinque ragazzini agivano, arrestati dopo diversi giorni di indagine alle prime luci dell'alba di lunedì 27 gennaio, era davvero brutale. Le indagini sono state condotte con l'appoggio della squadra mobile di Torino, città nella quale i cinque minorenni sono risultati residenti. Evidentemente - si lascia ad una battuta il procuratore - siamo su un asse comodo per i reati".

Da che cosa si è risaliti ai cinque ragazzini? A rispondere è il dott. Giovanni Gaspani, che ha coordinato le indagini. "Abbiamo trovato una piccolissima traccia che ci ha messo sulla strada della ricostruzione della dinamica. Il gruppo è stato seguito, intercettato, indagato attraverso diversi sistemi informatici disponibili. Tutto ha coinciso e riportato a loro. Addirittura - precisa Gaspani - dopo un rapido controllo abbiamo pure accertato che qualcuno di loro ha dato vanto del reato su Facebook. Dopo questo intenso lavoro di screening e pedinamento siamo riusciti ad individuarli con certezza e ad arrestarli. E' probabile che se non li avessimo presi avrebbero proseguito i loro reati provvedendo ad effettuarne di più importanti e con dinamiche ancora più violente".

Nel novarese quali zone hanno interessato le loro aggressioni e quali sono state le modalità?
"A Novara - spiega Gaspani - hanno colpito come abbiamo detto in due momenti lo scorso 30 dicembre e il 2 gennaio. Un altro colpo è stato effettuato ad Asti il 5 gennaio. Le zone di azione a Novara sono state tra via Scavini, via Solferini e il Baluardo Quintino Sella. Dalla individuazione al fermo sono passati venti giorni: è stato un lavoro serrato ma oculato che ha dato i risultati sperati grazie anche allo studio incrociato di tutti gli elementi a disposizione. Dei cinque ragazzini tratti in arresto solo uno di questi aveva alle spalle una segnalazione per un precedente reato. Di loro ancora sappiamo che risultano residenti a Torino e nell'hinterland, che abitano in appartamento e la loro data età anagrafica oscilla tra il 1987 e il 1992. Uno di questi - aggiunge Gaspani - ha addirittura una posizione lavorativa stabile".

Come agivano sulle loro vittime? E chi erano le loro vittime?
Per colpire le loro vittime seguivano un piano ben preciso. Per abbassare i freni inibitori e "agire più sciolti" bevevano prima di ogni azione. Agivano sempre in gruppo: uno camminava davanti a pochi metri per monitorare la situazione. Un altro si teneva pronto nei paraggi in macchina per scappare.

Quale è stato il piccolo indizio che ha fatto scattare i sospetti?
A spiegarlo la dirigente della squadra mobile Sabrina Galli: "I colpevoli sono stati individuati perchè semplicemente sono stati incauti nella gestione del post delittum. Sul social network Facebook non hanno postato nulla di eclatante riconducibile direttamente ai colpi: solo diverse immagini di mazzette di soldi tramite link. Un altro particolare da sottolineare nelle modalità d'azione è l'orario di aggressione: agivano in orario pre serale, intorno alle 19, orario non del tutto consueto ma sicuramente un orario in cui c'è meno popolazione in giro. Le vittime scelte venivano reclutate in base alla debolezza, ecco perchè i colpi erano rivolti a donne e anziane. I quatto colpi accaduti a Novara sono stati commessi tutti nel giro di dieci minuti".

I giovanissimi ora si trovano in stato di fermo presso le case circondariali di Novara, Vercelli e Vigevano.

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