Cronaca

Furti e rapine (per oltre 600mila euro) ai portavalori e ai camion pieni di sigarette: 3 arrestati e 6 denunciati

Indagine iniziata da un furto di circa 200.000 euro. Il denaro contante era stato trafugato dal vano di carico di un furgone portavalori destinato al prelievo degli incassi di alcuni caselli autostradali dell’autostrada A/4 “Torino-Milano”

Tre persone arrestate e sei denunciate in stato di libertà per rapina, furto aggravato e ricettazione. È questo, in ordine di tempo, l’ultimo risultato dell’operazione “Coins and cigarettes” della polizia stradale di Torino che è venuta a capo di una serie di reati commessi lungo le autostrade del nord Italia, in particolare del Piemonte e della Lombardia. I malviventi, una volta messo a segno il colpo, utilizzavano telefoni presi in prestito da ignari cittadini, ai quali chiedevano cortesemente di fare una telefonata con il loro telefono, e abbandonavano le auto utilizzate subito dopo averle completamente irrorate di ammoniaca al fine di cancellare tutte le tracce. 

Secondo gli inquirenti, i rapinatori erano soliti partire dalla provincia di Reggio Emilia a bordo di veicoli intestati a prestanome per percorrere le autostrade, al fine di intercettare, seguire e derubare furgoni portavalori o gli autocarri adibiti al trasporto di tabacchi lavorati.
 
Le indagini, condotte dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale Piemonte e Valle d’Aosta di Torino, in collaborazione con la Polizia Stradale di Novara e di Reggio Emilia, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, traevano origine da un furto verificatosi nel gennaio di quest’anno di circa 200.000 euro in denaro contante trafugato dal vano di carico di un furgone portavalori deputato al prelievo degli incassi di alcuni caselli autostradali ubicati lungo l’autostrada A/4 “Torino-Milano”. Il furto (video al fondo dell'articolo) avveniva nel piazzale di pertinenza degli uffici della Società che gestisce quella tratta autostradale ad opera di due persone travisate a bordo di un’autovettura fittiziamente intestata a una donna di nazionalità romena residente nel bolognese.

“Sulla base del modus operandi adottato nella commissione dei furti, dei luoghi in cui questi si verificavano, e degli indizi emersi in occasione degli eventi delittuosi, gli agenti focalizzavano la propria attenzione proprio su un gruppo di persone di etnia rom dimoranti in provincia di Reggio Emilia, tutti gravati da innumerevoli precedenti specifici”, spiegano gli inquirenti.

Il furto da 400mila euro e il modus operandi del gruppo

L’indagine ha consentito di acquisire importanti elementi e di identificare i responsabili del furto da 200mila euro e di altri episodi delittuosi avvenuti nei mesi seguenti, nonché di svelare il modus operandi del gruppo. Una volta messo a segno il colpo, infatti, utilizzando telefoni presi in prestito da ignari cittadini ai quali chiedevano cortesemente di fare una telefonata con il loro telefono, gli autori dei reati contattavano un uomo al quale cedevano la refurtiva, nel caso dei furti di tabacchi, mentre in altre circostanze, come in occasione del furto di ingenti quantità di denaro contante, l’uomo contattato al telefono si occupava di riaccompagnare gli autori dei furti presso le rispettive abitazioni, in considerazione del fatto che le auto utilizzate per commettere i reati venivano abbandonante subito dopo averle completamente irrorate di ammoniaca al fine di cancellare tutte le tracce.

“In un episodio in particolare, la Polizia Giudiziaria ha fatto luce su un furto in danno di portavalori che ha comportato, nella fase di collocazione, un guadagno di circa 400.000 euro. Inoltre, sono stati scoperti diversi furti di ingenti quantità di stecche di sigarette appena prelevate da magazzini del Monopolio di Stato ad opera dei medesimi soggetti - concludono gli inquirenti -. Allo stato attuale le indagini hanno consentito di deferire all’Autorità Giudiziaria 6 persone responsabili a vario titolo di rapina, furto aggravato e ricettazione e di fare luce su almeno 5 episodi illeciti. Gli elementi di prova raccolti consentivano al P.M. di richiedere al G.I.P. del Tribunale di Ivrea l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 3 persone che veniva eseguita nelle scorse settimane. Contestualmente venivano eseguite le perquisizioni domiciliari, che hanno consentito di sequestrare la somma di 2.780,00 euro in contanti ed altra documentazione utile a suffragare l’ipotesi investigativa”.

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