Antiquario picchiato, incaprettato e rapinato in casa: bloccati due banditi violenti

Il colpo giovedì a Pancalieri. La coppia si era finta dipendente di una ditta di spedizioni. La vittima è riuscita a liberarsi ed è finita in ospedale

La refurtiva e gli arnesi sequestrati alla banda di rapinatori

Violenta rapina nel tardo pomeriggio di giovedì 20 aprile 2017 in un cascinale di Pancalieri. Qui vive un ex antiquario italiano di 75 anni (attivo nel Regno Unito e poi a Milano prima di andare in pensione), che è stato malmenato, incaprettato con un cavo telefonico e imbavagliato con una calza da donna da due rapinatori che si erano finti corrieri della Sda bussando alla sua porta indossando un'uniforme del tutto analoga, con la scusa di recapitargli un pacco.

L'uomo è stato soccorso poco dopo dai carabinieri, che hanno intercettato il furgone dei malviventi in strada Carignano a Moncalieri e hanno capito che a bordo c'erano due autori di una rapina. Dopo alcune analisi sono piombati a casa sua e lo hanno trovato sul balcone di casa, poco dopo che si era liberato da solo. L'antiquario stato trasportato all’ospedale Maggiore di Chieri dove gli sono stati riscontati una ferita lacero-contusa allo zigomo destro, un'escoriazione nasale, un'ecchimosi all'orbita oculare sinistra, una contusione al braccio destro, escoriazioni al polpaccio sinistro per una prognosi complessiva di 20 giorni.

Nel furgone Fiat Scudo di colore bianco bloccato dai militari della compagnia di Chieri c'erano due malviventi provenienti dalla Lombardia: un 51enne di Pantigliate, proprietario del mezzo, e un 37enne di Milano. Nel mezzo c'era una scatola di cartone sigillata con nastro adesivo su cui c'era scritto il nome della vittima. C'erano poi un personal computer portatile, uno smartphone ancora acceso, un decoder Sky, un cofanetto contenente penne in metallo e una cassa di orologio e, infine, un pacco sigillato contentente tazzine di caffè col nome della vittima scritto a penna. C'erano anche guanti in cotone e in lattice, una torcia elettrica, un bastone in legno, un coltello multiuso, un palanchino in ferro e una corda in canapa. Per loro è scattato immediatamente il fermo convalidato poi in arresto.

Un terzo componente del commando, che avrebbe aiutato i due aspettandoli a bordo di un'auto, è tuttora ricercato. Potrebbe trattarsi anche del basista che, quasi certamente, ha dato ai banditi le informazioni utili per mettere a segno la rapina.

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