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EDITORIALE - Filmata a far sesso in discoteca: la squallida corsa a chi ne sa di più

EDITORIALE - I giornali spesso vivono di scoop, ma quando c'entra una ragazzina minorenne ci si dovrebbe fermare prima senza aggravare la sua posizione agli occhi dell'opionione pubblica. E invece ecco cosa è successo

Adesso basta! La ragazzina ripresa nei bagni di una nota discoteca di Torino mentre faceva sesso con un maggiorenne poco più grande di lei è diventata per alcuni giornali fonte di vendita e di lettori fissi. Non uno, ma diversi quotidiani sia nel cartaceo che nel proprio spazio web, in questi ultimi giorni hanno dato vita a uno "spettacolo" che di morale e deontologico non ha nulla.

Il giornalista ha il compito di informare e di approfondire, ma quando c'è di mezzo una ragazzina di 16 anni che sta già passando giorni terribili per via di quello che ha fatto e ciò che ne è scaturito, bisognerebbe fermarsi e non andare oltre. La ragazzina sedicenne è stata intervistata, ma le risposte che ha dato in un certo senso hanno aggravato di più la sua posizione agli occhi dell'opinione pubblica. Dico "in un certo senso" perché il giornalista avrebbe potuto omettere alcuni dettagli inutili e irrilevanti, ma le condivisioni che avrebbe avuto il pezzo - e che come volevasi dimostrare ci sono state - sono state un richiamo troppo forte. Ma bisognerebbe ricordarsi che si parla di una sedicenne. Sono state spiattellate risposte che eviterò di riportare sulla ragazzina, che ha detto di essere fidanzata ma non con il diciannovenne con lei nel video, e riscritti testualmente messaggi privati tra i due giovani filmati.

Come se non bastasse un articolo, ne sono usciti due, poi tre, e poi quattro, ecc. e pensare che la Polizia postale contattando i professionisti dell'informazione aveva omesso ogni tipo di dettaglio per due semplici motivi: evitare che la situazione diventasse ancora più pesante di quel che già è (di gesti estremi la storia ne è piena) ed evitare che il troppo parlarne induca altri giovani a emulare, una cosa che gli adolescenti fanno anche troppo di frequente. L'unico motivo per cui la vicenda è stata portata alla luce e non è rimasta nell'anonimato come molte altre è che quei video erano troppo condivisi e il tutto doveva essere fermato.

Invece è iniziata la corsa a chi ne sapeva di più e a chi riusciva a spingersi oltre. Dopo l'intervista alla sedicenne, un altro quotidiano ha pubblicato in prima pagina un'istantanea del filmato che le forze dell'ordine stanno con gran fatica cercando di censurare in ogni modo. In seconda pagina l'immagine era ancora più grande. Foto pubblicate proprio mentre un giornale concorrente scriveva che ci sono persone indagate per il possesso del video.

Questo editoriale nasce con lo scopo di far capire al lettore di TorinoToday il perché noi evitiamo di parlare di questa vicenda. Non mettiamo quanti indagati ci sono, interviste alla ragazza, al nonno, ai genitori dei responsabili e via discorrendo semplicemente perché preferiamo non fare scoop in una questione così delicata. Noi, forse meglio di chiunque altro concorrente, sappiamo quanto una notizia possa diventare virale e fare il giro del web. Ma i numeri in questo caso non ci interessano, preferiamo piuttosto intervistare la dirigente della Polizia postale e farci spiegare il fenomeno, oppure uno psicologo che ci dica perché nei giovani c'è questa voglia di condividere tutto. Lo spiattellare lo vediamo come dare un'informazione forzata, quasi alla stregua di una violazione di privacy. D'altronde il messaggio che sarebbe dovuto passare era: "Ragazzina di 16 anni filmata in intimità e video condiviso sul web, indagati due maggiorenni per pedopornografia", invece sin dal primo momento è diventato: "Sedicenne fa sesso in discoteca, il filmato fa il giro del web". Non stupiamoci quindi se un domani - facendo "corna" - ci dovesse capitare qualcosa i giornali iniziassero a indagare su tutta la nostra vita privata, calcando ogni giorno la mano per non far spegnere quella fiammella che porta tanti lettori su cui invece, in alcuni casi, sarebbe doveroso soffiare per spegnerla subito.

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