Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Torino sotto shock per il raid nel campo rom: "Connotati razzisti"

La città è sconvolta per il raid che ha devastato un campo rom abusivo alla periferia della città. Non ci sono state vittime né feriti, solo due baracche andate in fumo, ma l'indignazione è fortissima

La bugia di una sedicenne ha scatenato l'ira di un gruppo di persone a Torino, che per vendicare la violenza sessuale, cosa che la minore aveva denunciato, hanno devastato un campo rom abusivo della periferia della città, poco distante dal nuovo stadio della Juventus. Non ci sono state vittime né feriti, ma l'indignazione è fortissima dopo l'assalto al campo.

Per il gesto estremo sono stati arrestati due uomini, un ventenne e un cinquantanovenne, per ora accusati di danneggiamento aggravato, ma si indaga su un'altra trentina di persone, anche tra gli ambienti del tifo organizzato. L'azione contro il campo nomadi è stata preceduta dalla diffusione di un volantino con lo slogan 'Adesso basta, ripuliamo la Continassa' che ha fatto scattare l'allarme, consentendo ai rom di allontanarsi in tempo dalle baracche.

Quello che è successo "é inaccettabile - dice il sindaco, Piero Fassino - per la città capitale dell'accoglienza". Per il primo cittadino di Torino il raid punitivo "é la spia di una situazione di grande difficoltà e disagio. Bisogna affrontare le ragioni che hanno provocato questo scoppio d'ira". Nei giorni scorsi Fassino aveva affrontato il tema dei campi rom, abitati a Torino da circa 2.000 persone, in un incontro con il neo ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. "C'é necessità - ribadisce il sindaco - di una regia comune tra governo ed enti locali. Abbiamo bisogno di tenere insieme sicurezza ed accoglienza". Cancellieri condanna il raid di Torino "non si fa giustizia da soli", e più in generale "ogni azione violenta, giustizialista e razzista, in qualsiasi parte del Paese". Le fa eco il ministro dell'Integrazione, Andrea Riccardi: "Un gesto inaccettabile, un segnale preoccupante, che non può trovare alcuna giustificazione" L'assalto al campo della Continassa, dove molti dei partecipanti alla marcia di protesta che ha preceduto il rogo hanno assistito senza intervenire, ha scosso l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia: "Mi sento umiliato e ferito - è la sua riflessione - sia come cristiano, membro di una città che vanta nella sua storia la testimonianza dei santi sociali, sia come cittadino di una città dove migliaia e migliaia di persone operano ogni giorno con grande generosità e gratuità verso i poveri, gli immigrati e gli stessi rom".

L'indagine sul raid è stata affidata al sostituto procuratore Paolo Toso, che ha trasmesso il fascicolo del presunto stupro alla Procura dei minori. "La Procura e i carabinieri - spiega Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino - stanno svolgendo tutti gli accertamenti utili e necessari con la massima determinazione. Si è trattato di un fatto gravissimo con chiari connotati di stampo razzista". (Ansa)

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