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Spaccio e risse in Barriera, in Comune arrivano 1000 firme di protesta

Il degrado del quartiere e di alcune vie ha convinto commercianti e residenti a raccogliere più di mille firme. Le famiglie sperano ora che la Città intervenga per aiutarli

L’ora della rivolta è ufficialmente scoccata. Sono più di mille le firme raccolte dai residenti e dai commercianti di piazza Foroni, via Montanaro e via Scarlatti con l’obiettivo di ottenere in Barriera di Milano un presidio interforze contro il problema dello spaccio. Dopo le fiaccolate e gli esposti degli scorsi anni il quartiere è tornato ad alzare la voce, stufo di risse e via vai di venditori di morte a tutte le ore. Le firme sono state consegnate proprio ieri in Comune. Tra le altre richieste figura anche l’aumento dei vigili in servizio su tutto il territorio della Sesta circoscrizione. Punti su cui la cittadinanza non vorrebbe fare sconti.

A depositare le firme in consiglio comunale sono stati i tre promotori: il consigliere di circoscrizione Fabrizio Genco, il consigliere provinciale Raffaele Petrarulo e Alberto, cittadino della zona e già autore di molteplici denunce. In precedenza le famiglie avevano anche incontrato la polizia municipale. Un dialogo avvenuto grazie anche alla partecipazione diretta della circoscrizione Sei, decisa a scendere in strada assieme ai cittadini.

I cittadini che vivono nel triangolo terribile Montanaro-Chatillon-Palestrina denunciano anni e anni di convivenza forzata con gli spacciatori, pronti a tutto pur di vendere una dose. Anche a ragazzini, senza nemmeno un pelo sulla faccia. Pronti persino a trasformare un pezzo di via Montanaro, tra via Baltea e via Scarlatti, in un piccolo Bronx. “Continuiamo la nostra battaglia al fianco dei cittadini – spiegano Petrarulo e Genco, che di recente si è dimesso dal ruolo di coordinatore -. Per troppi anni ci siamo nascosti dietro un dito. Oggi, invece, c’è voglia di dire basta, di cambiare questo quartiere. E possibilmente di cambiarlo meglio”.

Controlli e appostamenti. Questo viene richiesto alle forze dell’ordine per tranquillizzare il borgo e allontanare qualche delinquente. Gli stessi che tra sabato e domenica sera riducono ad un letamaio via Palestrina. “Fate chiudere quei maledetti locali – lamenta un residente -. Noi di notte vogliamo dormire, non vivere nel terrore”.

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