Cronaca

E' arrivato il quarto Oscar per la costumista torinese Milena Canonero

Dopo "Barry Lindon", "Momenti di gloria" e "Marie Antoinette", la preziosa statuetta è andata, come volevano i pronostici, anche ai costumi di "Grand Budapest Hotel"

La Canonero vinse l'Oscar anche per "Marie Antoinette"

C'è anche un po' di Torino nell'Oscar che Milena Canonero si è appena aggiudicata a Los Angeles. La costumista, nata nel capoluogo sabaudo 69 anni fa, ha centrato la quarta statuetta della carriera grazie agli abiti realizzati per "Grand Budapest Hotel" del regista texano Wes Anderson.

La torinese, già Oscar per i migliori costumi in " Barry Lindon" di Stanley Kubrick nel 1976, in "Momenti di gloria" di Hugh Hudson nel 1982 e in "Marie Antoinette" di Sofia Coppola nel 2007, ha sbaragliato l'agguerrita concorrenza, dando così ragione ai pronostici che già da settimane la volevano come favorita. In lizza per l'ambita statuetta c'erano infatti anche Mark Bridges con i costumi di "Inherent Vice", Colleen Atwood per "Into the Woods", Anna B. Sheppard e Jane Clive per "Maleficent" e Jacqueline Durran per "Mr. Turner".

Milena Canonero che vive in America da anni ed è sposata con l'attore Marshall Bell, è salita sul palco rivolgendo i più sentiti ringraziamenti al regista Wes Anderson e, rigida come di consuetudine, non ha concesso nessuna intervista. La costumista è nata a Torino nel 1946 e in età adolescenziale si è trasferita a Genova dove ha studiato arte e storia della moda. Subito dopo si è recata a Londra, da sempre capitale mondiale delle avanguardie e delle stravaganze, e qui ha iniziato a lavorare per piccole produzioni cinematografiche, per il teatro e nel settore del design pubblicitario.  

Ed è stato l'incontro con Stanley Kubrick, fatto sul set di "2001: Odissea nello spazio" a cambiarle la vita. Ha ricevuto infatti da lui, a soli 25 anni, il primo vero incarico da costumista per "Arancia meccanica". E da qui in avanti solo successi per la Canonero che ha creato abiti per moltissimi fim famosi, per i quali ha ricevuto anche cinque nomination agli Oscar. Tra questi "Fuga di mezzanotte" di Alan Parker; "Shining" di Kubrick; "La mia Africa" di Sidney Pollack; "Dick Tracy" di Warren Beatty.

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