Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Qualità dell'aria in città: niente allarmismi, la situazione è migliorata

Per i tecnici dell'Arpa l'inquinamento atmosferico è in diminuzione rispetto a dieci anni fa. Nel 2014 in netto calo i giorni in cui si è registrato lo sforamento di PM 10

Non è così tragica la situazione dell'inquinamento atmosferico sul capoluogo sabaudo. Nonostante le indagini rese note da Legambiente, nel mese di gennaio, avessero creato un certo allarmismo, posizionando Torino tra le cinque peggiori città italiane in termini di qualità dell'aria.   

Secondo i tecnici dell'Arpa Piemonte, ascoltati questa mattina in occasione della riunione della Commissione Ambiente presieduta da Maurizio Trombotto, l'inquinamento atmosferico sarebbe infatti addirittura diminuito. I dati del 2014 - non ancora completi e certificati - evidenziano una tendenza positiva rispetto alla riduzione di elementi inquinanti, proponendo un quadro di valori nel complesso migliore, rispetto alla situazione di dieci o quindici anni fa.

Scendendo più nel dettaglio, quali sono dunque i motivi secondo i quali l'aria a Torino oggi sarebbe migliore? Innanzitutto la riduzione del traffico e le nuove motorizzazioni combinate con le condizioni meteo hanno permesso di vedere una netta diminuzione dello sforamento del PM 10.

Nel 2013 i giorni in cui le particelle di polveri sottili hanno superato il valore di 50mg/metro cubo previsto per legge, sono stati 100 e 126. Le centraline di Torino Consolata e Torino Grassi che registrano i maggiori livelli di compromissione dell'aria, nei primi dieci mesi del 2014 hanno evidenziato 75 e 77 sforamenti, indice comunque sia, di una riduzione dei valori riscontrabile anche nel sostanziale rispetto della media annuale di 40 mg al metro cubo.

Ad aiutare la situazione quest'anno è stato anche il clima piovoso dell'estate scorsa che ha permesso una concentrazione di ozono decisamente meno critica rispetto agli anni precedenti.

Tuttavia l’Italia, in merito all'inquinamento atmosferico, rappresenta una delle situazioni più critiche anche a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda il PM10, il PM2,5 e l’ozono, come si evince dai dati dell’ultimo “Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014” redatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. La nostra è la nazione con il più alto numero di morti premature dovute all’inquinamento da ozono: con circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011), l'Italia precede la Germania, la Francia e la Spagna.

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