Vende un quadro via web ma è una patacca: condannato collezionista

Ma per lui è autentico

Un quadro di Lorenzo Delleani (immagine di repertorio)

Nel dicembre 2013 affidò a una galleria d'arte di Cuneo l'incarico di vendere sul suo sito web un dipinto attribuito a Lorenzo Delleani, pittore piemontese morto nel 1908. Peccato che l'opera fosse un tarocco e che per questo sia stata confiscata.

Per questo motivo oggi, martedì 27 febbraio 2018, il tribunale cuneese ha condannato un collezionista torinese a sei mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena) accusato di ricettazione e contraffazione di opera d'arte.

La pena è molto più mite rispetto a quella richiesta dall'accusa, che era stata di due anni e quattro mesi. Assolto, invece, un gallerista torinese che effettuò materialmente la vendita.

Il quadro, secondo quanto stabilito da una consulenza del pubblico ministero, fu dipinto soltanto da un allievo di Delleani e non da lui. Anche il nome dell'opera, datata 1885, era stato cambiato da "Colline a fine luglio" a "Pollone".

Il quadro era stato venduto per 5mila euro, mentre non essendo autentico il valore esatto secondo gli esperti avrebbe dovuto essere al massimo di mille euro. L'imputato continua a sostenere che si tratti invece di un quadro autentico.

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