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Porta Palazzo era la "base" del pusher

Porta Palazzo era la "base" del pusher

Consegnava la droga in bicicletta, arrestato pusher di Porta Palazzo

Come in un film, raccoglieva gli ordini della droga al telefono e poi faceva le consegne in bicicletta: sia per eludere i controlli delle forze dell'ordine sia per battere la concorrenza in velocità

Un corriere della droga che, un po' come nei film, faceva le sue consegne in bicicletta. Il pusher, un uomo marocchino di 31 anni, si spostava in tutto il capoluogo piemontese dal suo "ufficio" di Porta Palazzo, a bordo del suo mezzo, per distribuire ai clienti la sostanza stupefacente ordinata per telefono.

La droga veniva infatti ordinata tramite una telefonata: un metodo studiato dallo spacciatore per eludere i controlli delle forze dell'ordine ma anche per battere in velocità la concorrenza.

I suoi loschi giri però sono stati scoperti dai carabinieri della compagnia di Torino Oltre Dora nei giorni scorsi. Lo spacciatore è stato fermato dai militari, nel corso di un'operazione antidroga, con 66 dosi di hashish pronte per essere vendute, ed è stato arrestato.

Nel corso della stessa attività, all'interno del mercato di Porta Palazzo e nelle zone adiacenti, le forze dell'ordine sono riuscite a fare luce sulla rete di piccoli spacciatori che ormai avevano il monopolio sull'area compresa tra corso Giulio Cesare, Porta Palazzo e corso Principe Oddone.

Sono state identificate 129 persone, controllati 51 autovetture, 5 esercizi pubblici ed eseguite 41 perquisizioni. Sono state arrestate anche cinque persone ricercate.  

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