Cronaca Regio Parco / Via Gabriele Rossetti

Circoscrizione e università, ecco l’accordo per ripulire l’ex Fimit

Da via San Benigno è partita una richiesta ufficiale di pulizia dei vecchi capannoni abbandonati che si trovano nei pressi della Manifattura Tabacchi. La circoscrizione, però, sogna una riqualificazione che oggi sembra solo un sogno

Mettere in sicurezza i cancelli dell’ex Fimit e ripulire gli interni dei vecchi capannoni. E’ questo ciò che prevede l’accordo verbale siglato di recente dalla circoscrizione Sei e dall’Università degli Studi di Torino. Il rave party non autorizzato di capodanno, infatti, ha lasciato troppi strascichi polemici per far finta di nulla. In primis le lamentele dei commercianti che si sono ritrovati le serrande sporche di urina e di vernice e poi quelle dei residenti, costretti a non chiudere occhio per tre lunghe notti a causa degli schiamazzi e della musica a tutto volume. Il resto lo si può vedere transitando nei pressi di via Rossetti e del parco Confluenza.

Dentro l’ex Fimit continua ad esserci quell’immensa discarica a cielo aperto, gentile omaggio di capodanno firmato da centinaia di punkabbestia. Una pessima figura per la città secondo Michelangelo Gulli, il presidente dell’associazione commercianti “Una finestra su Regio Parco”. "Quello che è successo durante le vacanze di Natale è a dir poco vergognoso – spiega Gulli -. Di sicuro abbiamo intenzione di confrontarci tanto con le istituzioni quanto con le forze dell’ordine. Quelle persone sono arrivate in massa per questo rave con tanto di casse e impianti, hanno occupato abusivamente un’area e nessuno ha alzato un dito per aiutarci".


Per calmare il quartiere nei giorni scorsi è stato nuovamente rimesso il lucchetto al cancello principale di via Rossetti. A breve, invece, si proseguirà con la rimozione dei rifiuti. A cominciare dagli avanzi di cibo e proseguendo con le bottiglie rotte. Sull’argomento si è mossa anche la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli che ha deciso di scrivere al sindaco Fassino e all’Università degli Studi di Torino per elencare tutti i problemi di cui il quartiere è stato vittima dal 30 dicembre ai primi di gennaio. "Nell’attesa di un vero e proprio progetto l’Università si è fatta avanti per sigillare l’ex manifattura. Per noi è una manna dal cielo – spiega Conticelli -. Un primo passo importante per il quartiere a cui speriamo ne seguano tanti altri".
 

 

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