Litigio stradale con l'automobilista che lo colpisce, ma lui è un campione di pugilato e lo mette KO

Poi le parti si chiariscono

Il petto del pugile Andrea Scarpa dopo l'aggressione, postato da lui stesso su Facebook

Nel corso di un litigio per un diverbio stradale avvenuto sabato sera in zona Vanchiglia il pugile torinese (anche se lui ama definirsi "torinese 100% foggiano, richiamandosi alle sue origini") Andrea Scarpa ha messo ko (letteralmente) un uomo che lo aveva colpito subito prima sotto gli occhi di un suo amico poliziotto fuori servizio. L'episodio è avvenuto la sera di sabato 6 luglio 2019 ed è stato raccontato, via Facebook, dallo stesso atleta, che ha anche pubblicato la foto del colpo subito sul petto. 

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della polizia che non hanno potuto fare altro (anche perché tutti i testimoni presenti erano a suo favore) che dare ragione al pugile, che tra l'altro il prossimo 27 luglio combatterà per il titolo europeo.

Scarpa ammette di avere commesso un errore alla guida. "A un semaforo mi sono spostato a sinistra tagliando involontariamente la strada ad una macchina che stava arrivando sfrecciando. Però sarebbe potuto finire tutto lì. Quando è scattato il verde l’auto dietro si è affiancata. Il conducente, urlando come un pazzo, ha insultato me e il mio amico".

Ma lo scambio di insulti non era bastato, perché una terza auto si è messa davanti a quella del pugile, bloccandola. "Quello che sbraitava - scrive - è sceso. Così sono sceso anch’io. Mentre stavamo discutendo, il suo amico mi è arrivato di fianco e mi ha colpito. Purtroppo l'istinto di sopravvivenza è saltato fuori: ho scagliato un destro che ha 'addormentato' uno dei due".

A quel punto quello rimasto in piedi ha tirato fuori il distintivo da poliziotto. "Nel mentre - aggiunge Scarpa - le chiavi della mia macchina erano sparite e aveva chiamato i colleghi. Gli agenti in divisa poi mi hanno calmato e, sapendo che il collega era in torto marcio, lo hanno fatto desistere da denuncie e cose varie e mi hanno lasciano andare. Fortunatamente nella mia vita ho trovato sempre bravi agenti e rispetto il loro lavoro".

Morale della storia? "Ragazzi, fate sempre attenzione a chiunque per strada". 

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