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Morto dopo il Tso, acquisito il protocollo della polizia municipale

Acquisito un elemento utile per l'indagine dalla Procura di Torino. Le procedure della polizia municipale descrivono come si devono comportare i civich in caso di Tso: "Coadiuvano il personale sanitario agevolando la presa in consegna del soggetto"

Continuano le indagini da parte della Procura sulla morte di Andrea Soldi. In attesa di ricevere ulteriori elementi dall’autopsia eseguita una decina di giorni fa e di avere il rapporto degli ispettori del Ministero della Salute, il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha acquisito un documento sulla procedura utilizzata dalla polizia municipale di Torino in caso di Tso redatto nel 2008, integrato nel 2011 e nel 2015, e tutt’ora vigente.

Il protocollo operativo è una procedura che descrive come devono comportarsi gli agenti di polizia municipale in caso di Tso e in caso di accompagnamento coatto presso il pronto soccorso. “Per quanto la situazione possa apparire esasperata - si legge nel documento -, le unità di polizia municipale devono cercare di essere accondiscendenti e concilianti”. Si legge ancora: “Nel momento in cui il servizio di emergenza sanitaria interviene, se il medico dispone l’accompagnamento coatto, le unità coadiuvano il personale sanitario agevolando la presa in consegna del soggetto (senza sostituirsi a questi ultimi)”.

Il documento quindi descrive scrupolosamente come si devono comportare i civich quando è in atto un Tso. A supporto di quanto scritto, il protocollo dispone anche di tre disegni in cui si vede chiaramente che gli agenti di polizia municipale non toccano il paziente, ma controllano e assistono i medici che lo prendono in consegna. C’è un’eccezione però che consente ai poliziotti di intervenire. “Manifesta pericolosità del soggetto in quanto questi mette in atto comportamenti autolesionisti o aggressivi, le unità devono darne immediatamente nota alla centrale operativa e agire bloccando fisicamente, ricorrendo solo in caso di estrema necessità all’utilizzo degli strumenti di autotutela e coercizione, questi ultimi solo per il tempo strettamente necessario a che vengano somministrate cure sedative”.

La procedura acquisita dalla Procura è un elemento utile da confrontare con gli altri già a disposizione per fare chiarezza sulla morte di Andrea Soldi avvenuta lo scorso 5 agosto in piazzale Umbria. Secondo diverse testimonianze sarebbero stati proprio i civich a prendersi “cura” del quarantacinquenne deceduto poco dopo all’ospedale Maria Vittoria, cosa non contemplata nel documento del 2008. C’è inoltre ancora un interrogativo da chiarire. Pare che non sia stato fatto nessun sedativo alla vittima, eppure la procedura parla di un intervento “solo in caso di estrema necessità” e “solo per il tempo strettamente necessario a che vengano somministrate cure sedative”.

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