Cronaca Crocetta / Corso Duca degli Abruzzi, 64

Politecnico inaugurato tra le proteste, necessario blocco della Polizia

Inaugurazione fra le proteste dell'anno accademico del Politecnico di Torino. La Polizia, in assetto antisommossa, ha dovuto respingere un gruppo di circa 150 studenti

E' iniziato tra le proteste il nuovo anno accademico del Politecnico di Torino, inaugurato questa mattina. In sede in corso Duca degli Abruzzi era atteso il ministro Francesco Profumo, ma l'ex Rettore si è visto solo tramite un videomessaggio. All'interno dell'Aula Magna ha preso la parola l'attuale Rettore Marco Gilli, mentre all'esterno un gruppo di circa 150 studenti chiedevano con forza di entrare per portare le ragioni della protesta alle autorità, fra cui il governatore del Piemonte, Roberto Cota, e il sindaco di Torino, Piero Fassino. A fare da scudo un cordone di poliziotti in assetto antisommossa.

Le proteste degli studenti riguardavano i tagli al fondo per le università pubbliche di ulteriori 400 milioni, aumento illimitato delle tasse per gli studenti, precarizzazione del personale, blocco del contratto nazionale e costanti tagli a retribuzioni e diritti dei lavoratori. Le motivazioni sono state lette da un sindacalista Rsu all'interno del cortile del Politecnico. Questo ha concluso il suo intervento chiedendo al rettore Marco Gilli se intende "stare dalla parte di chi continua a battersi per una università pubblica di qualità" ed, in particolare, di intervenire presso il Miur "per sostenere la necessità di invertire la rotta sul finanziamento delle università pubbliche".


Il Governatore Cota, uscito al termine del videomessaggio di Profumo, ha parlato della protesta con i giornalisti, evidenziando come "la Regione Piemonte ha messo molte risorse su istruzione, università e ricerca" e che "il primo dovere di ogni studente é essere informato di ciò che riguarda direttamente i suoi interessi". Il Governatore della Regione ha anche ricordato che "il Piemonte è la regione che più di tutte investe in ricerca e innovazione" e che "a fronte del totale immobilismo del governo centrale il Piemonte ha varato un piano da 50 milioni di euro sull'edilizia scolastica per mettere in sicurezza le scuole".

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