Test professioni sanitarie, al Lingotto la protesta degli studenti contro il numero chiuso

FGC: "Un tipo di selezione che è di classe e non ha nulla a che vedere con la meritocrazia"

Continuano anche a Torino, come in tutta Italia, le proteste degli studenti universitari contro il numero chiuso. Dopo la manifestazione nel giorno dei test di medicina, i ragazzi del Fronte della Gioventù Comunista si sono nuovamente riuniti questa mattina, martedì 8 settembre, davanti al Lingotto Fiere, sede dei test di ingresso per le professioni sanitarie in programma oggi. In tutto il Paese sono oltre 77.200 i giovani impegnati a sostenere la prova per accedere alle 22 professioni sanitarie tra cui infermiere, fisioterapista, logopedista, dietologo e tecnico di radiologia.  

"La pandemia di covid-19 ha mostrato le conseguenze disastrose dei tagli e della privatizzazione nella sanità - spiega Gabriele Lisarelli, Responsabile università del FGC Torino - Durante l’emergenza la mancanza di personale ha costretto il personale sanitario a sforzi incredibili in reparti al collasso. Nonostante questo la selezione con i test di ingresso per medicina e professioni sanitarie non viene messa in discussione. Durante l'emergenza i lavoratori della sanità hanno moltiplicato gli sforzi per coprire le carenze del sistema sanitario. Li hanno chiamati "eroi", perché nonostante tutto erano in prima linea a combattere il virus e la fatica dei turni infiniti si leggeva sulle immagini dei loro volti segnati".

Da tempo si denuncia la mancanza di almeno 50.000 infermieri e di decine di migliaia di medici, il FGC punta il dito sui tagli sistematici al Sistema Sanitario Nazionale e sul sostegno alle cliniche private. "Proprio il numero chiuso è una di quelle misure che hanno distrutto la sanità pubblica - afferma Ivan Boine, Segretario provinciale del FGC -, tagliando il numero di lavoratori in corsia per favorire la speculazione sulla salute della popolazione intera. Il disastro di questi mesi ci ha dimostrato che serve una sanità davvero pubblica, gratuita e accessibile a tutti".

Il FGC dice dunque "basta al numero chiuso, che sbarra la strada a migliaia di studenti delle classi popolari, impedendo l'accesso ai più alti gradi di istruzione". Un tipo di selezione - secondo Boine - che "è di classe e non ha niente a che vedere con la meritocrazia". 

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