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Ancora tensioni davanti all'ex Villaggio Olimpico

Ancora tensioni davanti all'ex Villaggio Olimpico

Mattinata di tensione davanti all'ex Villaggio Olimpico, i migranti tornano in strada

"Italiani razzisti", è il loro grido dopo le bombe carta di ieri sera. I passanti fuggono nei negozi che abbassano le saracinesche

Ancora una mattinata di tensione oggi, giovedì 24 novembre, davanti all'ex Villaggio Olimpico, in via Bruno 191.

I migranti che abitano abusivamente nel complesso sono tornati a manifestare in strada dopo la protesta della notte, per le bombe carta lanciate ieri sera da alcuni tifosi del Torino nel cortile. Gli stranieri hanno nuovamente gettato cassonetti, come già avvenuto la notte prima, e lanciato oggetti contro i passanti. Alcuni di loro hanno si sono rifugiati nei negozi che, a loro volta, hanno abbassato le saracinesche. Poco dopo sono tornate sul posto le forze dell'ordine in assetto antisommossa. Via Bruno è stata nuovamente chiusa.

Secondo le prime ricostruzioni della Digos, che ha riferito al pm Paolo Borgna, che coordina l'indagine, sarebbe stato un episodio avvenuto ieri sera a scatenare il tutto. All'interno bar Sweet di via Filadelfia, storico ritrovo dei tifosi granata, alcuni migranti avrebbero chiesto una sedia che il titolare aveva dichiarato di voler regalare, ma si sarebbero fatti prendere la mano sottraendo anche una seconda sedia e un tavoli. A quel punto è scattata la protesta degli ultras, che in breve tempo avrebbero organizzato la spedizione punitiva a suon di bombe carta.

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"Siamo per la pace e siamo qui solo per avere un tetto", gridano gli africani che abitano lì. "Sono gli italiani a essere razzisti", aggiungono. Tra i residenti, dall'altra parte, tutti dicono di avere paura.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: "Si deve prima di tutto mettere fine immediatamente a ogni forma di violenza e intimidazione - dichiara - e bisognerà affrontare il problema del trasferimento degli occupanti del Moi in altre aree che possano ospitare queste persone in un contesto di legalità, un po' come si fece un tempo con gli occupanti della Clinica San Paolo di piazza Sabotino, pur sapendo che qui il problema è molto più grande e complesso di allora. Siamo come sempre disponili a collaborare per trovare soluzioni adatte e praticabili per risolvere il problema".

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