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Una proteina svela l'aggressività della Sla: la scoperta è anche torinese

Una vera e propria spia che segnala situazioni di forte stress nell'organismo

Livelli alti di proteina C-reattiva corrispondono a una più rapida progressione e una minore sopravvivenza in pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica. È questo il risultato di una ricerca condotta dal Centro clinico Nemo di Milano e dalla Città della Salute di Torino. La proteina C-reattiva, molecola nota da tempo e facilmente dosabile, per i pazienti affetti da Sla, potrebbe diventare una 'bussola' in grado di predire l'aggressività della malattia.

La misurazione nel sangue della proteina C-reattiva potrà predire l'aggressività di una delle patologie neuromuscolari più gravi e note, con la quale oggi in Italia convivono oltre 6 mila persone e, nella visione degli studiosi, diventare strumento per predire precocemente la prognosi della malattia.

"La ricerca sulla Sla in questi anni si sta orientando all'individuazione di meccanismi regolatori del processo degenerativo della malattia - spiega Adriano Chiò, responsabile del Centro regionale esperto per la Sla della Città della Salute e della Scienza di Torino -. La neuroinfiammazione sta emergendo come uno dei meccanismi di maggiore interesse perché suscettibile in futuro di interventi terapeutici mirati, adattati alle caratteristiche del singolo paziente. La nostra ricerca va appunto in questa direzione".

Sulla base di questa scoperta già oggi è in corso negli Stati Uniti uno studio su pazienti con alti livelli di questa proteina per verificare l'efficacia di uno specifico farmaco modulatore dell'attività dei macrofagi, cellule chiave nei processi neuroinfiammatori, i cui risultati saranno disponibili nei prossimi mesi.

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