Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Tassisti incatenati a Palazzo di Città, "vogliamo la chiusura di Uber"

Qualcuno ha addirittura minacciato di "sabotare l'Ostensione della Sindone". I tassisti vogliono la chiusura di Uber e sono pronti ad altre proteste

Si sono incatenati davanti al Comune di Torino per protestare contro l'illegalità e sono tanti i tassisti di Torino, uniti contro Uber, il servizio di trasporto low cost dell'app californiana che, dopo aver spopolato in tutto il mondo, è dilagato anche in Italia, specie nel capoluogo piemontese, teatro di numerose proteste.

Malgrado parte dell'amministrazione comunale si sia più volte espressa sull'illegalità di Uber Pop, i driver continuano a svolgere liberamente la loro attività, a discapito - a detta dei tassisti - dei conducenti delle auto bianche.

Molte le iniziative messe in atto dai tassisti torinesi - "Taxi legale" è una di queste- per informare cittadini e clientela dei tariffari e delle offerte messe in campo dagli stessi tassisti. Tassisti che oggi si sono spinti fin sotto a Palazzo Civico. Vogliono la chiusura immediata di Uber Pop e il sanzionamento dei driver abusivi, qualcuno minaccia addirittura di "sabotare l'Ostensione della Sindone".

"Siamo totalmente dalla parte dei tassisti - afferma Fabrizio Ricca, capogruppo al Consiglio comunale della Lega Nord -. Non è concepibile che Fassino, presidente dell'Anci, non si adoperi per oscurare il servizio di trasporto illegale Uber. Bisogna prendere provvedimenti e chiudere il servizio che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di tantissime famiglie".

Nel corso del pomeriggio alcuni tassisti verranno ricevuti dal primo cittadino Piero Fassino: "Speriamo che questo incontro possa dare buoni frutti - afferma Federico Rolando, portavoce dei tassisti di Torino -. Non vogliamo più la concorrenza di Uber".

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