Gli insulti razzisti in classe non sono punibili, il prof contrattacca: "Sono stato danneggiato"

Il giudice: al massimo sanzione pecuniaria

immagine di repertorio

"Che c...o vuoi, marocchino?" e "Cinese di m...a" non configurano il reato di abuso di mezzi di correzione, ma al massimo quello di ingiuria, che è punito esclusivamente (anche se, come in questo caso, vi è l'aggravante dell'odio razziale) con una sanzione pecuniaria.

Con questa ragione ieri, martedì 29 gennaio 2019, il giudice Luca Fidelio ha disposto il non luogo a procedere, al termine dell'udienza preliminare del processo penale, per l'insegnante 59enne di educazione tecnica della scuola media Pacinotti di via Le Chiuse 80 che era stato denunciato dai genitori degli allievi nel febbraio 2018.

E ora il prof, che nel frattempo ha cambiato scuola, passa al contrattacco, annunciando di volersi rivalere in sede civile contro il provveditorato e il ministero dell'Istruzione per i danni morali subiti da questa vicenda. E poi ribadisce: "Sono insulti che mi sono scappati in momenti di tensione con gli allievi, ma non sono razzista".

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