Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Uber, tassisti: "La Regione non vuole la legge? Siamo pronti alla guerra"

La Regione prende tempo e dichiara di non esporsi in merito a Uber finchè l'Autorità garante non avrà espresso precise linee guida sulla questione. Federico Rolando: "Chi getta benzina sul fuoco se ne assume le responsabilità"

Non si arresta e anzi si preannuncia ancora più aspra la lotta smodata tra tassisti torinesi e Uber Pop, il servizio di trasporto low cost promosso dall'app californiana che negli ultimi mesi ha assunto i caratteri di una vera e propria guerra. Un po' tra tassisti e driver "abusivi, un po' tra driver "abusivi" e Palazzo Civico espressosi più volte a favore dei conducenti delle auto bianche. Ora, tuttavia, sembra aprirsi un nuovo fronte: quello della Regione.

Dopo che la II Commissione ha rimandato a mere "consultazioni online" la proposta di legge regionale sull'inasprimento delle sazioni ai driver Uber, la palla è passata al governatore Sergio Chiamparino che, in un'intervista alla Stampa, ha dichiarato che la Regione non farà alcuna legge su Uber senza il parere dell'Autorità garante appositamente istituita. "Serve chiarezza sul regime fiscale e le regole devono per forza valere su tutto il territorio nazionale - ha dichiarato Chiamparino -. E' necessario chiarire i dubbi relatvi ai conducenti Uber per evitare che ci siano violazioni del libero mercato e un abbattimento delle barriere all'ingresso".

Insomma, una presa di posizione precisa che mina gli sforzi fatti dai consiglieri Vignale e Marrone che hanno presentato la proposta di legge. Sul punto non ci sta Federico Rolando, portavoce dei tassisti torinesi che minaccia una guerra spietata contro le istituzioni.

Rolando, come ha reagito alle dichiarazioni fatte dal presidente Chiamparino in merito alla proposta di legge contro Uber?

Fa piacere leggere che un presidente di Regione liquidi un argomento importante come il contrasto all'abusivismo sul territorio definendo una proposta di legge come una "banderuola politica". Del resto basta percorrere via Garibaldi per capire cosa intenda il PD per libero mercato e di come il sistema Torino, battezzato così nell'89 dall'allora assessore Matteoli, sia divenuto, grazie agli stessi epigoni di allora, "Sistema Piemonte".

Secondo il presidente Chiamparino, la Regione, prima di esporsi in merito a Uber, dovrà attendere le linee guida espresse dall'Athority.

Chiamparino fa il Ponzio Pilato quando sostiene che dev'essere l'Autorità regolatrice a decidere, ignorando che la stessa non ha potere legiferatore e le regole "di acceso al libero mercato" come le chiama lui ci sono già e si chiamano legge 21/92 e successive modifiche. La verità è che, come sempre, nessuno vuole prendersi le responsabilità per le proprie competenze e tarare sul territorio una legge nazionale chiara ed esaustiva.

Relativamente alla proposta di legge regionale contro Uber, la Regione ha chiesto le consultazioni online. Quale sarà il risultato alla luce di quanto di dichiarato dal presidente Chiamparino?

Alla luce delle dichiarazioni del presidente del Piemonte che quando parla di "banderuole" dovrebbe guardarsi più vicino, visti i colloqui delle settimane scorse di ben altro orientamento, proporrò ai sindacati Taxi di non inviare alcun parere alla Commissione regionale, perché alla luce delle sue dichiarazioni, mi pare onestamente una gran presa in giro e una inutile perdita di tempo. Anche perchè i destinatari delle consultazioni non hanno nulla a che fare con noi. A partire da un'app operante a Bolzano e in Sud Tirolo, fino ad arrivare all'Associazione delle professioni intellettuali, passando per cooperative che di tpl non di linea non si sono mai interessate. Cosa centrino questi enti con una legge anti abusivismo lo sa solo chi ha inviato le richieste.

Mentre Palazzo Civico ha disposto un servizio mirato contro Uber a partire dai posti di blocco della Polizia Municipale, la Regione sembra prendere tempo. Come reagirete voi tassisti?

I Taxisti Torinesi prendono amaramente atto che gli sforzi del sindaco di Torino sembrano essere stati gli unici, mentre quelli della Regione e dei suoi due assessori al Commercio e Viabilità rispondono a chiari veti imposti dall'alto. Se questa è la volontà di tutela e dialogo con le imprese legali italiane, non ci siamo e se è stato solo un modo per tenerci buoni in occasione dell'esposizione della Sacra Sindone sapremo sorprendere chi sembra far di tutto per provocare una nostra reazione forte, magari in occasione di una visita importante.

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