Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Viaggio nel mondo dei murales, l'appoggio ai writers parte dal Comune

Veri e propri progetti realizzati dal Comune per la concessione di spazi dove i writer possono sfogare la loro creatività e far conoscere il loro mondo

Nel viaggio attraverso il mondo dei murales, sono tante le scoperte che si possono fare: per esempio che molte delle opere che vediamo dipinte sui muri sotto casa, sono frutto di veri e propri artisti, nati e spronati proprio dal Comune di Torino che, a questa nuova forma d'arte, innovativa a creativa, ha dato largo spazio negli anni.

Il progetto "Murarte", nato nel 2000, permette infatti a molti writers di sfoderare la loro creatività, attraverso la concessione di spazi sui quali è possibile dipingere il proprio modo di vedere le cose, colorandoli, rifacendoli quasi a nuovo, in certi casi. Come ci spiega l'assessore all'Arredo Urbano Ilda Curti, esistono due livelli di concessione: da una parte viene permesso ai giovani artisti muniti di patentino di usufruire di muri concessi su richiesta e che costituiscono "una vera e propria palestra per crescere", dall'altra è lo stesso Comune di Torino a chiamare i writers per abbellire facciate e luoghi strategici. "Si tratta di veri e propri progetti - ci spiega Ilda Curti - come è accaduto nel caso del murales realizzato in corso Valdocco, in ricordo delle vittime della Thyssen". (L'articolo prosegue dopo la gallery)

Quando è lo stesso Comune a chiamare a se' i writers per abbellire le facciate della Città, lo fa attraverso dei veri e propri concorsi pubblici, anche a livello internazionale, dove una commissione di artisti esperti ed una giuria di cittadini, è chiamata a decidere, dopo la valutazione delle bozze pervenute, quale sia il murales più adatto al fine del progetto stesso. "Grazie a queste politiche - continua la Curti - a Torino sono tanti i ragazzi che sono cresciuti e che adesso vengono chiamati in giro per il mondo".

Molte persone tuttavia, scambiano i murales per opere che amplificano il degrado cittadino, forse perchè considerate frutto di libero arbitrio. "Ciò che abbiamo constatato a dispetto delle apparenze - ci spiega l'assessore Curti - è che quando vi è un murales di un certo valore artistico, viene rispettato e non vandalizzato da altri". Questo senz'altro denota una buona sensibilità dei cittadini torinesi.

Ottenere il patentino è semplice e lo si può fare sia tramite il Comune che attraverso il sito dedicato, dove è possibile venire a conoscenza di tutti i progetti e dei bandi pubblici. "Perchè un muro colorato e creativo è sicuramente meglio di una facciata grigia e fatiscente".

Intanto procede la nostra sfida ai murales più belli della Città.

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