Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Cenisia / Via Paolo Borsellino

Il destino è segnato per l'ex Westinghouse, ma i cittadini contestano il Sindaco

Nonostante l'asta pubblica, vinta circa un mese fa, non si fermano le polemiche per quel che sarà dell'area tra corso Vittorio Emanuele II e via Paolo Borsellino. L'investimento per il restyling dovrebbe superare i 100 milioni di euro

Da una parte ci sono i cittadini, dall'atra l'amministrazione comunale capitanata dal sindaco Piero Fassino. L'area cosiddetta "ex Westinghouse" è al centro di mille polemiche per quel che era, quel che è, ma soprattutto per quel che sarà. Il futuro prossimo - forse già da settembre - prevede un cantiere che rivoluzionerà lo spazio compreso tra corso Vittorio Emanuele II, via Paolo Borsellino e corso Ferrucci. Quel che ora è "solo asfalto e verde" si trasformerà completamente.

Un supermercato Esselunga, un parcheggio sotterraneo, uno dei più grandi centri congressi d'Europa con oltre 5 mila posti, un albergo alto 90 metri e una residenza per studenti: questa sarà la nuova area tra almeno un paio di anni. In mezzo un lunghissimo cantiere e l'abbattimento di molti alberi che stanno facendo arrabbiare, e non poco, i residenti che quella zona l'hanno vista cambiare più volte negli ultimi 20 anni.

Due i problemi principali per chi abita nei dintorni della zona in questione. Il primo riguarda una notevole mancanza di quiete che inevitabilmente si creerebbe con tutte le nuove costruzioni. La seconda e più importante, riguarda la perdita di spazi verdi che nella realtà dei fatti già latitano parecchio. Molto probabilmente gli alberi abbattuti saranno sostituiti, ma in numero decisamente inferiore e "su soletta". Più dettagli comunque si avranno da qui a tre mesi, quando dovrà essere presentato lo "strumento urbanistico esecutivo" da parte della "Amteco-Maiora srl", la ditta che poco più di un mese fa si è aggiudicata l'asta indetta dal Comune di Torino per una cifra intorno ai 20 milioni di euro (la base d'asta era di 16,7 milioni).

Riguardo il problema del verde una signora che abita nel borgo San Paolo da 45 anni ha scritto una lettera al primo cittadino di Torino. L'ha scritta prima che la gara di appalto si concludesse, ma quelle parole sono un manifesto per tutti coloro che in questi mesi hanno espresso la loro contrarietà al progetto. "Egregio signor Sindaco - esordisce la signora Piera nella sua lettera -, premesso che ho portato mio figlio a giocare nel Giardino Artiglieri di Montagna da quando è stato aperto al pubblico nel 1973, che ho seguito il processo a Renato Curcio celebrato nelle sale della vecchia caserma, che ho frequentato la biblioteca istituita nelle stesse sale dopo il processo, che ho portato i miei cani nell'area apposita da quando è stata creata, che ho visto piantare al posto di alte acacie delle piccole querce che poi sono diventate grandi, che ho visto fare e disfare zolle erbose e subito dopo con un po' di malumore recintare una parte del giardino ed abbattere alberi secolari per fare un campo di calcio, che con molto disappunto ho visto abbattere dopo pochi anni questa struttura per erigerne un'altra molto più vasta e devastante e costosa, che ho visto centinaia di ragazzini correre su prati di plastica, che quando nevica vedo montagne di detriti di questa plastica gettati insieme alla neve spalata dai prati di plastica sui residui prati veri, che ho visto sorgere e demolire le baracche per gli operai e tecnici che costruivano la metropolitana, e infine che al loro posto quest'anno con un po' di sollievo ho visto mettere a dimora piantine nuove e giochi per bambini. Premesso tutto questo - continua Piera - ho trovato sul sito del Comune di Torino questa pagina https://www.comune.torino.it/comunevende, che dice che il giorno 30 dicembre prossimo l'area sarà venduta con asta pubblica".

Le premesse fatte dalla residente ripercorrono anni di cambiamenti nella zona. Ultimo il campo di calcio del Cit Turin, società che ha visto il proprio rettangolo in terra diventare, con un grosso investimento, di erba artificiale e la propria tribuna piccolina in un impianto tra i più belli e grandi della città. Ma Piera non si ferma a queste parole, ma si rivolge al sindaco Fassino: "Vorrei ricordarLe che le aree verdi appartengono a tutti i cittadini e sono inalienabili in quanto NECESSARIE per il bene comune, lo stesso bene comune per il quale ha combattuto Suo Padre ed è morto Suo Nonno. Vorrei ricordarLe - prosegue - che un albero di 100 anni è un monumento alla Vita e che è ridicolo pensare di sostituirlo con un alberello da vivaio e che il "verde su soletta" non ne è che un pallido simulacro. Vorrei ricordarLe che in un luogo dove molte generazioni di persone hanno vissuto e sofferto esiste un "genius loci" che non può essere calpestato per un pugno di soldi. Vorrei ricordarLe che una buona Amministrazione programma le spese in modo avveduto e che il fare e disfare costa molti sacrifici alla comunità. Da ultimo comunico che - conclude -, per salvare tutti quegli alberi che si vedono nella foto, sono disposta a fare lo sciopero della fame oppure a installarmici sopra, come fanno gli operai sulle gru, e a resistere ad oltranza fino a quando non saranno graziati".

Ora che l'asta è stata ultimata e i lavori potrebbero iniziare tra qualche mese, c'è un'alta probabilità che le polemiche e le manifestazioni di protesta non finiranno nella lettera di una residente.

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