Cronaca Mirafiori Nord / Via Francesco Demargherita

Dai quartieri - Vent'anni di degrado per il vecchio liceo "Cottini"

Il vecchio edificio è ormai ridotto ad un rudere, e preoccupa i residenti e i negozianti. Il consigliere Eugenio Plazzotta ha effettuato un sopralluogo nella struttura abbandonata

Il progetto per cancellare vent’anni di degrado ci sarebbe, ma è tragicamente fermo. Per l’ex liceo Cottini di via Francesco Demargherita il futuro dovrebbe decretare la sua demolizione, e la riconversione dell’area grazie alla costruzione di una serie di piccole palazzine.

Invece, tutto il progetto è fermo al palo, da oltre due decenni. “È  indecente che tutto venga lasciato in questo stato e che i lavori non partano – commenta Eugenio Plazzotta, consigliere della Lega Padana Piemont che ha effettuato un sopralluogo nel vecchio edificio – Il Cottini è diventato rifugio per piccioni e topi, oggetto di insicurezza per il quartiere. Presenterò nuovamente un’interpellanza in Circoscrizione”.

Plazzotta illustra tutte le criticità della struttura: dall’invasione di topi alle piante e alle crepe che stanno riepiendo la vecchia scuola. Vetri infranti, muri scrostati, porte sprangate per la paura che l’edificio diventi ritrovo per i disperati. Perfino il pavimento non c’è più: l’erba lo ha in più casi ricoperto, e in alcune “aule” ormai cresce una vegetazione rigogliosa. Sembra quasi incredibile che in questo luogo, un tempo, ci fossero alunni e insegnanti. Ovviamente, dove c’è degrado arrivano anche i rifiuti: ve ne sono a volontà, nell’interno dell’edificio e nel giardino, e vanno da copertoni a contenitori per il cibo, forse per i tanti gatti randagi.

In Circoscrizione Due, la situazione del vecchio liceo è ben nota: “Sulla vicenda, c’è l’interessamento da parte di una ditta per la realizzazione delle case – afferma il presidente Nini Punzurudu – ma per ora non ci sono novità: è tutto fermo”. Una staticità che innervosisce non poco i residenti e i negozianti del quartiere, costretti a convivere con il grosso problema del degrado. “Vorremmo poter vedere, un giorno, la parola fine a questa situazione – commenta il macellaio della vicina via Pinchia, Giuliano Bellini – è almeno 22 anni che è tutto in questo stato, con ovvie ripercussioni sul commercio”.

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