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immagine di repertorio

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Il profugo è accusato di tentato stupro: scatta la revoca dei benefici di accoglienza

Dovrà lasciare la struttura

Accusato di tentato stupro nei confronti di una connazionale, ha perso il diritto allo status di rifugiato. A stabilirlo, a metà aprile 2018, è stato il Tar del Piemonte, che ha respinto il ricorso presentato da un 30enne sierraleonese ospite di una struttura di Castellamonte. I fatti di cui è accusato si sono verificati nel gennaio 2018 in un altro centro di accoglienza in provincia di Cuneo. La presunta vittima ha 23 anni.

Subito dopo l'accaduto, il 26 gennaio 2018, il prefetto di Torino, Renato Saccone, gli aveva revocato le misure di protezione internazionale.

Secondo i giudici del Tar, che hanno anche respinto la domanda di ammissione al patrocinio legale a spese dello Stato avanzata dal profugo, "i fatti di tentata estorsione e violenza sessuale aggravata commessi in danno di una connazionale ospite del medesimo centro di accoglienza, sebbene ancora oggetto di indagini preliminari presso la procura della Repubblica di Cuneo, si rivelano idonei ad integrare il presupposto legale dei comportamenti gravemente violenti che giustificano l’adozione della revoca della misura di accoglienza".

Per questa ragione adesso dovrà anche lasciare la struttura protetta di Castellamonte.

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