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Rogo Thyssen, colpo di scena: il procuratore generale chiede il terzo processo

Rabbia dei parenti delle vittime: alcuni sono scoppiati in lacrime, altri hanno urlato "vergogna"

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Paola Filippi, ha chiesto di annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo Thyssen, in modo da rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il "no" alle attenuanti per 4 degli imputati. Serve un processo ter.

Dopo aver ascoltato le richieste del pg, i familiari delle vittime del rogo alla Thyssen di Torino, sono usciti dall'aula in segno di protesta. Alcuni parenti degli operai morti sono scoppiati in lacrime, altri hanno urlato "vergogna".

LE RICHIESTE - Il sostituto procuratore, nello specifico, ha chiesto che la IV Sezione penale della Cassazione annulli con rinvio la sentenza d'Appello bis per una nuova determinazione della pena in relazione al reato di omicidio colposo plurimo per l'amministratore delegato Harald Espenhahn, per i dirigenti Marco Pucci e Gerald Priegnitz, per il membro del comitato esecutivo dell'azienda Daniele Moroni e per il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri.

TERZO PROCESSO? - Per i soli Espenhahn, Priegnitz, Moroni e Pucci ha chiesto poi che la condanna venga annullata con rideterminazione della pena anche per bilanciare le attenuanti generiche. "Quanto dobbiamo aspettare ancora per avere giustizia?", ha detto la sorella di uno degli operai morti nel rogo del 5 dicembre 2007. Se le richieste del pg venissero accolte si dovrebbe celebrare un terzo processo di appello davanti a una nuova sezione, per un nuovo giudizio con ulteriori sconti di pena.

Nel processo d'appello bis, che si è chiuso il 29 maggio 2015, l'amministratore delegato della Thyssen Harald Espenhahn è stato condannato a nove anni e otto mesi, con uno sconto di due mesi rispetto alla prima sentenza di secondo grado che è stata annullata con rinvio dalla Cassazione; i dirigenti Marco Pucci e Gerald Priegnitz a sei anni e dieci mesi (avevano preso sette anni all'esito del primo processo di appello), il membro del comitato esecutivo dell'azienda Daniele Moroni a sette anni e sei mesi (nove anni in appello), l'ex direttore dello stabilimento Raffaele Salerno a otto anni e sei mesi (pena ridotta di due mesi), il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri a sei anni e otto mesi (otto anni nel primo appello). Oggi la Cassazione dovrà esaminare i loro ricorsi contro quelle condanne.


Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 sette operai dello stabilimento di Torino muoiono investiti da una fuoriuscita di olio bollente in pressione che aveva preso fuoco. I loro nomi: Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino.


 

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