Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Thyssen, la rabbia del giorno dopo. Guariniello: "Non smetto. Combatto per loro"

Per tre ore l'aula 1 del Tribunale è stata occupata dai parenti, amici ed ex colleghi delle vittime. Ora vogliono incontrare il Presidente Napolitano, mentre Guariniello prepara il ricorso in Cassazione

Guariniello promette: "Non è finita qui. Stiamo già preparando il ricorso in Cassazione. Vi assicuro che non demorderò". E' il procuratore di Torino che placa l'ira dei parenti, amici ed ex colleghi delle sette vittime della tragedia Thyssen. La rabbia è esplosa al termine delle lettura della sentenza che ha ridotto le pene degli imputati quasi alla metà degli anni di reclusione. I giudici della Corte d'Appello non hanno giudicato l'elemento del dolo, ma solo della colpa cosciente.

Al termine del processo, la maxi aula 1 del Tribunale di Torino è occupata per oltre tre ore. Una forma di protesta e di richiesta di giustizia. "Sarebbe questa la giustizia?", si chiede Laura Rodinò, la sorella di Rosario, uno degli operai morti in quella tragica notte. "Mio fratello e altri sei ragazzi non ci sono più ed è come se fossero morti dei figli di nessuno, degli animali. La legge è uguale per tutti? Non è vero". La protesta si accende sempre più. Volano parole grosse nei confronti degli avvocati difensori e nei confronti del vicesindaco di Torino, Tom Dealessandri. Devono intervenire i Carabinieri e la Digos per evitare che tutto degeneri ancora di più. "Assassinati una seconda volta", grida con vigore e disperazione Giovanna Pisano, zia di una delle vittime, agitando una penna come se fosse un cartello.

La protesta non finisce nell'aula del Palagiustizia. Continua all'interno degli uffici della Prefettura, dove il vice prefetto Aldo Umberto Garsia ascolta una delegazione tra cui è presente anche Antonio Boccuzzi, l'unico operaio sopravvissuto all'incendio, oggi parlamentare del Pd. La richiesta urgente è una sola: incontrare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Interviene ancora Laura Rodinò, che nella vita è una studentessa di scienze politiche: "Voglio che qualcuno a Roma mi dica se le leggi sono state applicate correttamente e se i condannati andranno davvero in galera. I colpevoli devono pagare, devono pagare tutti i colpevoli di tutte le stragi sul lavoro che ancora continuano a capitare in Italia".

Prima di passare dall'aula di giustizia alla Prefettura interviene il procuratore Raffaele Guariniello. Per lui sarebbe dovuto essere il penultimo processo, prima di quello Eternit. Poi avrebbe lasciato la magistratura. Invece annuncia a familiari, amici ed ex colleghi che rimarrà ancora al loro fianco: "Resterò a combattere la vostra battaglia".

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