Cronaca Avigliana / Via Pontetto

Ragazza morì annegata nel lago Grande di Avigliana: un accompagnatore a processo, uno già condannato

Secondo gli investigatori fu un incidente e vi furono delle mancanze da parte loro

Quello del 24 aprile 2021, quando una ragazza cingalese di 19 anni, disabile psichica, morì annegata nel lago Grande di Avigliana non fu un gesto volontario ma un tragico incidente. Che però si sarebbe potuto evitare almeno secondo i carabinieri della stazione cittadina e il pm Barbara Badellino della procura di Torino, che ha coordinato le loro indagini e sostiene l'accusa contro due operatori sanitari. Questi ultimi quel giorno accompagnarono un gruppetto di sei giovani per una gita e hanno scelto due strade processuali diverse: il primo è già stato condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa) in un procedimento con rito abbreviato, il secondo sta per affrontare un processo con dibattimento ordinario che si aprirà domani, giovedì 13 aprile 2023.

L'accusa per entrambi è di omicidio colposo e i familiari della vittima, residenti in provincia di Biella, sono stati già risarciti dagli organizzatori e non si sono costituiti parte civile. In sostanza, ai due si è contestato il fatto di avere permesso che la ragazza facesse il bagno nel lago, di non essersi tuffati per recuperarla, di avere rifiutato l'aiuto di alcuni passanti che si sarebbero offerti di farlo al loro posto e di avere dato l'allarme in modo tardivo. Nel frattempo la corrente aveva trascinato la ragazza sul fondo e il suo cadavere era stato poi recuperato soltanto alla fine della giornata dai vigili del fuoco. L'autopsia ha escluso che la giovane sia stata colta da un malore.

Aggiornamento del 10 novembre 2023: l'educatore che è andato a dibattimento è stato condannato a 8 mesi per omicidio colposo.

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