"Abbandono di incapace": due agenti della Polizia stradale a processo

Accusati di non essersi presi cura di un'anziana cinese che vagava sulla tangenziale nord di Torino: sei mesi dopo il corpo senza vita della donna, ormai ridotto ad uno scheletro, venne ritrovato nelle vicinanze del luogo in cui era stata notata

Una storia che risale a tre anni fa. Due agenti della polizia stradale sono processati in Corte d'Assise con l'accusa di non essersi presi cura di un'anziana cinese che vagava sulla tangenziale nord di Torino: sei mesi dopo il corpo senza vita della donna, ormai ridotto ad uno scheletro, venne ritrovato nelle vicinanze del luogo in cui era stata notata, e adesso il pm Vito Destito contesta l'abbandono di incapace aggravato dalla morte.

Gli agenti intervennero l'11 giugno 2010, quando l'Ativa segnalò la presenza sulla carreggiata di una signora di origine cinese, dell'età apparente di 50-55 anni, che non parlava italiano; la portarono in una zona sicura e, dopo qualche accertamento, la lasciarono andare. A questa prima segnalazione ne seguirono altre, intorno al 22 e 23 giugno: automobilisti e camionisti riferirono che una donna vestita di scuro e con un bastone in spalla percorreva la tangenziale senza meta.

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Nel gennaio dell'anno seguente, nelle campagne vicine, fu trovato il cadavere. Il medico legale Roberto Testi, secondo il quale il decesso fu provocato da un malore, esaminò lo scheletro, e i figli della donna, che nel frattempo si erano rivolti anche alla trasmissione tv "Chi l'ha visto?", lo riconobbero dalla forma delle scarpe e da altri particolari. L'avvocato Stefano Caniglia, che assiste gli agenti insieme alla collega Maria Donata Brancadoro, respinge l'accusa di abbandono: "Non c'era alcun elemento per trattenerla". I figli della donna si sono costituiti parte civile. Il Ministero dell'Interno è stato citato come responsabile civile e, in aula, è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato. (ANSA)

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