Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Processo ai No Tav, chiesto il rinvio a giudizio per 45 imputati

La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio di 45 dei 46 attivisti del movimento No Tav imputati di vari reati per gli scontri avvenuti nell'estate 2011 in Valle di Susa, al cantiere di Chiomonte

Nel processo in corso a Torino che vede imputati 46 attivisti No Tav per gli scontri della scorsa estate a Chiomonte, la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per 45 di loro. L'attivista per il quale i pm non hanno chiesto il rinvio a giudizio ha proposto di patteggiare la pena.

Volenza aggravata e lesioni a pubblici ufficiali, resistenza, danneggiamento e violazione della legge del 1975 che punisce la partecipazione a volto coperto alle manifestazioni: questi i reati che i magistrati di Torino contestano agli imputati. Sarà il gup Edmondo Pio ha pronunciarsi, la prossima settimana, sulle richieste avanzate dalla Procura.

Il giudice dell'udienza preliminare ha già accolto 70, delle 71, richieste di costituzione di parte civile, tra le quali quelle di numerosi agenti delle forze dell'ordine e quelle dei sindacati delle forze dell'ordine Sap, Siap, Cobar e Ugl. La richiesta non accolta è quella del Siulp a causa della mancata presentazione dello statuto del sindacato.

"E' la prima volta nella storia della nostra organizzazione che i giudici ci riconoscono il diritto a partecipare al processo come soggetto danneggiato": lo evidenzia Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap, ammesso oggi tra le parti civili nel processo agli attivisti del movimento No Tav. Negli incidenti rimasero feriti oltre 200 esponenti delle forze dell'ordine tra poliziotti, carabinieri e finanzieri.

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