Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

No Tav, il processo per gli scontri nell'aula bunker delle Vallette

"L'aula bunker - ha detto l'avvocato Stefano Bertone - è utilizzata per procedimenti di terrorismo e di mafia. Spostare questo processo in quella sede danneggia l'immagine degli imputati"

Si terrà nell'aula bunker del carcere delle Vallette il processo a 53 attivisti del movimento No Tav per gli scontri dell'estate 2011, quando venne aperto il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte.

Lo ha deciso, nelle fasi preliminari del procedimento, il giudice Quinto Bosio, che ha stabilito anche l'unificazione di due diversi procedimenti riguardanti 45 e otto persone. La scelta della sede é stata contestata dagli imputati e dagli avvocati del 'legal team' che li difendono.

"L'aula bunker - ha detto l'avvocato Stefano Bertone, difensore di alcuni imputati - è tradizionalmente utilizzata per procedimenti di terrorismo e di mafia. Spostare questo processo in quella sede danneggia l'immagine degli imputati".

Oltre a contestare la decisione del giudice, gli attivisti No Tav presenti in aula sono scoppiati in un applauso quando - non autorizzato dalla corte - ha preso la parola uno degli imputati, Tobia Imperato, e ha chiesto la liberazione di Juan Antonio Sorroche, che si trova ancora agli arresti domiciliari. I 53 imputati sono accusati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il processo è stato aggiornato al prossimo 1 febbraio, quando si terrà formalmente l'unificazione dei due procedimenti fin qui separati, e si aprirà ufficialmente il 14 febbraio con la costituzione delle parti civili. (ANSA)

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