Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Vallette

Riprende il processo No Tav, attivisti presenti fuori dall'aula bunker

In aula è stata accolta la richiesta dei pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo: l'intercettazione ambientale che ha portato all'arresto di tre attivisti a luglio è stata acquisita agli atti

E' ripreso questa mattina il processo No Tav che vede imputati i quattro attivisti - Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò - accusati di terrorismo. Riprende così come si era concluso prima della pausa estiva e cioè con un folto gruppo di persone radunatesi di prima mattina di fronte al cancello dell'aula bunker per dimostrare solidarietà nei confronti dei compagni No Tav a processo.

Sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine il gruppo di attivisti ha dato vita ad una dimostrazione battendo le mani sulle ringhiere della cancellata esterna. Un segno di presenza che non ha avuto momenti di tensione al suo interno.

Passando al processo, hanno aperto l'udienza alcuni consulenti della scientifica che hanno effettuato dei sopralluoghi nella zona del cantiere in cui erano avvenuti gli scontri sfociati negli arresti. Lì sono stati rinvenuti vari reperti, tra cui molotov, bastoni e pietre.

La parola è poi passata alla corte che ha accolto la richiesta dei pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, i quali avevano chiesto di utilizzare l'intercettazione ambientale registrata in un ristorante cinese di Milano che aveva portato all'arresto di tre attivisti a luglio. La conversazione è stata acquisita agli atti.

Oltre che presenziare all'udienza, il gruppo di attivisti No Tav pranzerà in piazza Nizza di fronte alla sede di Ltf e alle ore 16 apriranno una discussione su idee e pratiche da mettere in campo in vista delle prossime sentenze.

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