Cronaca

Morì bruciato in un campo nomadi: una condanna e due assoluzioni

La Corte d'assise d'appello di Torino ha alleggerito la sentenza di primo grado per l'omicidio di Vasile Doicescu, il romeno bruciato vivo nella primavera 2008 nel campo nomadi di Lungo Stura Lazio

La sentenza arriva nella mattinata di lunedì. Una condanna a 16 anni e due assoluzioni: la Corte d'assise d'appello di Torino ha alleggerito la sentenza di primo grado per l'omicidio di Vasile Doicescu, il romeno bruciato vivo nella primavera 2008 in un campo nomadi di Torino, in Lungo Stura Lazio. Nel 2010 la Corte d'appello aveva riconosciuto colpevoli tutti i tre imputati, connazionali della vittima, condannandoli a 24 anni di reclusione.

Oggi quella sentenza è stata "parzialmente riformata". Responsabile dell'assassinio è stato riconosciuto il solo Mures S., 29 anni. La corte, tuttavia, ha escluso la premeditazione e ha ridotto di otto anni la sua pena, che scende così da 24 a 16 anni.

Assolti "per non avere commesso il fatto"
e immediatamente scarcerati, invece, Florin G., 34 anni, e Adrian O., 33 anni. L'omicidio venne commesso la sera del 27 aprile 2008 nel campo nomadi di lungo stura Lazio, alla periferia di Torino. Al termine di una lite, Doicescu, che aveva 40 anni, fu cosparso di liquido infiammabile e si trasformò in una torcia umana. Morì il 25 maggio 2008, dopo quasi un mese di agonia, all'ospedale Cto.

In un primo tempo si pensò a un suicidio poiché alcuni occupanti del campo nomadi avevano detto alle forze dell'ordine che l'uomo era depresso per motivi familiari. Ma una squadra della polizia municipale accertò che si era trattato di un delitto. Le ragioni della lite, tuttavia, non sono mai state chiarite. La tesi dei difensori è sempre stata che i tre imputati fossero intervenuti per impedire all'uomo di uccidersi.

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