Cronaca

Processo Minotauro, Caselli: "la magistratura lasciata sola"

Lo ha detto oggi il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli. "Le porte per la 'ndrangheta al nord sono rimaste spalancate e se ne e' favorito l'insediamento''

''C'e' una scarsissima sensibilita' di gran parte del ceto politico e intellettuale verso un'emergenza che ha talmente attecchito nel territorio che non puo' essere piu' considerata un'emergenza ma e' diventata una realta' radicata''. Così si è espresso il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, che ha parlato questa mattina nell'aula bunker del carcere della città, nell'ambito del processo Minotauro.

Caselli ha ricordato come l'organizzazione criminale esista in Piemonte da oltre 30 anni, e che proprio in provincia di Torino, a Bardonecchia, ci sia stato il primo comune sciolto per mafia. Caselli ha parlato di "'diffusa mancanza di consapevolezza anche in Piemonte'', specificando che nella lotta alla mafia ''la magistratura e' stata lasciata sola", mentre le "Le porte per la 'ndrangheta al nord sono rimaste spalancate e se ne e' favorito l'insediamento''.

L'accusa, come ha spiegato il procuratore, vuole dimostrare lo specifico dell'associazione mafiosa, "l'intreccio tra gangsterismo e relazioni esterne, coperture e complicita' derivanti dal reticolo di interesse mafioso''.

''Quello che l'accusa vuole dimostrare - ha spiegato il procuratore - e' lo specifico dell'associazione mafiosa, l'intreccio tra gangsterismo e relazioni esterne, coperture e complicita' derivanti dal reticolo di interesse mafioso''.

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