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Capodanno incubo a Stupinigi, rinviato a giudizio l’organizzatore

I magistrati hanno proceduto con la richiesta di rinvio a giudizio per il trentenne Francesco Pistarà, l'organizzatore della "festa regale" del Capodanno 2013 diventato un incubo per oltre 500 partecipanti

Il Capodanno da incubo di Stupinigi alla fine arriva nella aule di tribunale. I pubblici ministeri Raffaele Guariniello e Ciro Santoriello hanno chiesto il rinvio a giudizio per Francesco Pistarà, il trentenne organizzatore della festa che avrebbe dovuto essere regale e che invece si è trasformata in qualcosa che gli oltre 500 ospiti non si sarebbero mai immaginati. 

Truffa e omissione colposa di cautele contro gli incidenti sono i due capi d’accusa contro il ragazzo che nella notte che dal 2013 portava al 2014 aveva rovinato i festeggiamenti per il nuovo anno di centinaia di persone, molte delle quali per partecipare avevano pagato 100 euro a testa.

Molti i punti su cui i magistrati hanno mosso la loro accusa: in primis la descrizione di una festa rivelatasi poi solo fantasia e di valore di gran lunga inferiore alle aspettative e a quanto corrisposto, locali inidonei a consentire l’ingresso a tutti coloro i quali avevano prenotato (e pagato), l’assenza di un piano di evacuazione in caso di incendi e l’assenza altresì delle uscite di emergenza. Ma questo era solo l’inizio perché i veri problemi sono iniziati quando tutti i partecipanti hanno fatto il loro ingresso nella struttura nei pressi della Palazzina di Caccia di Stupinigi: del ricco aperitivo e del menu sfarzoso non ce n’è stata neanche l’ombra. Per esempio i “paccheri di Gragnano su letto di pesto e gamberi croccanti” erano diventati una misera porzione di pasta al pesto, oppure il vino no limits era in realtà finito dopo le prime portate.

Elementi, quelli elencati, che hanno fatto sì che i magistrati chiedessero il rinvio a giudizio per il giovane, a cui è stata contestata anche la rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

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