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Processo sull'attentato a Musy, seduta rinviata al 17 maggio

E' cominciato questa mattina in tribunale il processo per l'agguato al consigliere comunale Alberto Musy. L'imputato, Francesco Furchì, detenuto, è arrivato in aula accompagnato dai suoi avvocati

Si è aperto questa mattina nel Palazzo di Giustizia di corso Vittorio Emanuele il processo che vede imputato Francesco Furchì, quale presunto colpevole dell'aggressione di Alberto Musy. In aula si è presentato anche lui, accompagnato dai suoi legali Maria Rosaria Ferrara e Giancarlo Pittelli.

Prima che iniziasse la seduta, Furchì ha voluto ribadire la sua innocenza, professata più volte in queste settimane passate in carcere. "Sono tranquillo. Ho fiducia nella giustizia, un po' meno nel pubblico ministero...". Proprio il pm, Roberto Furlan, ha parlato per primo. Ha esordito citando le cartelle cliniche delle visite psichiatriche alle quali Furchì è stato sottoposto in prigione, chiedendo al collegio di valutarle.

"Il medico - ha spiegato il pm Furlan - parla di struttura di tipo narcisistico. Quando perde il controllo Furchì si infervora al punto da parlare in dialetto calabrese e in modo sgrammaticato. Ha reazioni incontrollate". Il magistrato ha anche ricordato alcune parole dette dalla moglie di Furchì e intercettate telefonicamente in cui l'imputato viene definito come un "pazzo" che "crede alle sue stesse palle" e "vive in un mondo virtuale".

Per l'accusa il movente resta la vendetta. Furchì ce l'avrebbe avuta a morte con Musy per tre motivi: non avrebbe appoggiato una sua conoscente per una cattedra a Palermo, non gli aveva assegnato o fatto assegnare un impiego comunale nonostante si fosse speso per la campagna elettorale dell'allora candidato sindaco, non lo avrebbe aiutato nella scalata in Arenaways. Tutte accuse sempre respinte dagli avvocati di Furchì.

In aula erano presenti i familiari di Alberto Musy e il consigliere comunale Roberto Tricarico. Il Comune di Torino si è costituito parte civile.

La seduta si è conclusa con un rinvio al 17 maggio prossimo. I giudici non si sono ancora pronunciati sulla richiesta dell'accusa di ordinare una perizia psichiatrica, alla quale la difesa si è opposta. "Il processo - ha commentato l'avvocato Giancarlo Pittelli - si è aperto in un clima sereno. Proprio come speravamo. Siamo consapevoli del dramma che ha colpito un nostro collega (Musy è avvocato, ndr), la sua famiglia e la sua città. Con il dibattimento cercheremo di fare emergere la verità e, quindi, l'innocenza dell'imputato".

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