Cronaca

Eternit, processo infinito: il miliardario Schmidheiny ricorre in appello

L'industriale svizzero Stephan Schmidheiny ha inoltrato ricorso contro la sentenza sul caso Eternit del tribunale di Torino, lo scorso febbraio. Lo ha affermato il portavoce del miliardario, Peter Schuermann

Il processo Eternit sembra non essere ancora chiuso definitivamente. L'industriale svizzero Stephan Schmidheiny ha inoltrato ricorso contro la sentenza del tribunale di Torino, dello scorso febbraio, che lo ha visto condannare insieme al barone belga Louis de Cartier a 16 anni di carcere e a risarcimenti milionari per disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele anti-infortuni. A confermare il ricorso in appello è stato il portavoce di Schnidheiny, Peter Schuermann, citato dall'agenzia di stampa svizzera Ats. Schuermann conta in una riapertura del processo entro tre o cinque mesi, scrive l'Ats.

Qualche giorno fa, l'11 luglio per la precisione, anche il barone belga De Cartier aveva presentato ricorso in appello. L'avvocato Cesare Zaccone, che fa parte del suo collegio difensivo, spiega che chiederanno "alla Corte d'appello la revisione totale della sentenza di primo grado". Fra le proposte figurano quella di riconsiderare le questioni di legittimità costituzionale sollevate al processo di primo grado e respinte dal Tribunale, e quella sulla competenza territoriale: è opinione delle difese, infatti, che la causa debba essere celebrata a Genova, dove Eternit Italia aveva la sede legale.

Quello contro gli ex vertici della Eternit è il più grande processo mai celebrato per questioni riguardanti la nocività dell'amianto: al vaglio dei giudici vi sono le malattie, i decessi e i danni all'ambiente provocati - secondo le accuse - da quattro stabilimenti italiani della multinazionale. Le parti civili, in primo grado, erano oltre cinquemila.


(Fonte Ansa)

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