Cronaca

Eternit, cominciata la requisitoria nel maxi-processo di Torino

Quello in corso al Palazzo di Giustizia è un evento di portata storica. Si tratta infatti del più grande processo per amianto mai celebrato in Europa. Gli imputati sono due alti dirigenti

E' iniziata la fase decisiva nel maxi-processo Eternit in corso a Torino: "Non abbiamo contestato il dolo per la gravità delle conseguenze o per commozione, ma dopo un'analisi meditata": queste le prime parole del Procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello in apertura della requisitoria contro gli imputati del maxi-processo ai dirigenti della multinazionale svizzera Eternit per migliaia di persone morte e ammalate a causa dell'amianto.

Quello che si sta svolgendo al Palazzo di Giustizia di Torino è un evento di portata storica. Si tratta infatti del più grande processo per amianto mai celebrato in Europa. Gli imputati alla sbarra sono due alti dirigenti dell'Eternit: Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, e Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, barone belga di 89 anni. Le accuse sono di disastro ambientale (per l'inquinamento e la dispersione delle fibre-killer) e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro.

La requisitoria del pm Raffaele Guariniello durerà sei udienze. La Procura di Torino procede per i problemi provocati - secondo l'accusa - dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani della multinazionale elvetica: Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). I fatti contestati vanno dal 1952 al 2008. Le parti civili ammesse dal Tribunale sono oltre seimila.

Già dal 1962 era risaputo che le fibre di amianto provocano una forma di cancro, il mesotelioma pleurico (oltre che alla classica asbestosi), ma negli stabilimenti si continuò a a produrre manufatti contenenti fibre di amianto fino al 1986. Gli operai non vennero adeguatamente informati, sempre secondo l'accusa, circa i danni (soprattutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano. Particolarmente drammatica la situazione a Casale Monferrato, dove i contaminati da amianto sono migliaia. Oggi è difficile crederlo, ma stabilimento dell'Eternit disperdeva in tutta la cittadina con dei potenti aeratori la polvere di amianto, andando così a colpire anche chi non lavorava in fabbrica.

"Questo - ha sottolineato Guariniello - non è il primo processo sull'amianto che si svolge in queste aule, ma è il primo che si celebra davanti a un tribunale collegiale, in quanto si addebita alla Eternit di aver causato un disastro nei suoi stabilimenti e per la popolazione, che ancora oggi continua giorno dopo giorno per consapevole volontà dei suoi alti dirigenti. Molti uomini e donne sono morti - ha aggiunto - e centinaia di famiglie hanno riportato una ferita non rimarginabile". All'inizio dell'indagine - ha ricordato Guariniello - i reati contestati erano colposi. "Sono state le indagini - ha detto - a imporci la contestazione del dolo, reso evidente dalle risultanze di questo dibattimento. Non siamo in presenza di eventi sporadici, ma di carenze strutturali addebitabili a una politica generale e a scelte aziendali di fondo, di carattere generale. Di fronte a questa scelta - ha concluso - nessuna capacità di intervento può attribuirsi ai dirigenti italiani della multinazionale".

Fonte: Ansa

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