In preda a un raptus devasta due cimiteri: per lui comincia il processo

Ha profanato anche cadaveri

immagine di repertorio

Un 44enne italiano di Caluso è a processo in questi giorni, a fine febbraio 2018, in tribunale a Ivrea per avere profanato le tombe dei cimiteri del suo paese e di Mazzé nel 2008. 

Allora aveva danneggiato una ventina di tombe (loculi, in terra e anche di famiglia), sradicato croci, distrutto lumini e altro materiale e anche profanato alcuni cadaveri, strappando una tibia a uno di questi e lanciandola a terra. Tutto per un raptus, aveva raccontato ai carabinieri che lo avevano individuato e denunciato dopo l'accaduto, grazie anche a una bottiglia di vino che aveva abbandonato sul luogo del misfatto. "Non so che cosa mi sia preso - aveva raccontato - dopo che ero andato a trovare un mio amico morto".

Difeso dall’avvocato Leo Davoli, l'uomo è accusato dei reati di vilipendio di cadavere e danneggiamento.

A decidere sulla sua condotta sarà il giudice monocratico Mariaclaudia Colangelo.

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