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No-tav, processo d’appello: chieste 47 condanne per due secoli di carcere

Sugli scontri in Val Susa il procuratore generale: "Condannate tutti gli imputati, da nessuno di loro c'è stata una presa di distanza"

Condannare tutti i 47 imputati a pene comprese tra un anno e 8 mesi e quattro anni e 10 mesi, per un totale di quasi 200 anni di carcere. Queste le richieste ai giudici della Corte d'Appello del procuratore generale Francesco Saluzzo dopo un requisitoria durata oltre dieci ore al maxiprocesso d'appello ai No Tav per le violenze in Valsusa dell'estate 2011. Gli scontri, legati alla lotta contro la linea ad alta velocità Torino-Lione, sono quelli del 3 giugno e del 27 luglio verificatisi a Chiomonte.

Nel corso dell'udienza il procuratore generale ha mostrato le immagini degli scontri per sostenere che gli assalti al cantiere erano “un'attività organizzata”, in cui anche coloro che materialmente non lanciavano pietre e oggetti contro la polizia, “avanzavano e retrocedevano con l'assembramento, prova ulteriore del concorso nei reati”. In generale, tranne lievi variazioni, le richieste ricalcano quelle che erano state formulate dai pubblici ministeri in primo grado
 

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