Cronaca Chivasso

Soliti problemi alla stazione di Chivasso, a quando gli interventi?

Sala d’aspetto inutilizzabile, pochi posti a sedere e molti altri problemi che i pendolari devono affrontare quotidianamente. La stazione ferroviaria di Chivasso si è trasformata lentamente in una “città dormitorio”

Presa ogni giorno d’assalto da centinaia di pendolari, che si spostano per studio o per lavoro, la stazione di Chivasso non è mai sembrata all’altezza del compito che deve svolgere: tralasciando la polemica sulla mancanza cronica di lavoro che attanaglia la provincia, trasformata lentamente in un insieme di “città dormitorio”, l’obbligo di spostarsi è divenuto sempre più impellente ma mettere piede alla stazione centrale di Chivasso vuol dire imbattersi in una struttura obsoleta che di certo non facilita l’attesa durante i lunghi ritardi.

Pochissimi posti a sedere all’interno, spesso sporchi, una sala d’attesa ricavata in un angolo morto della stazione, da cui è impossibile vedere sviluppi su orari, ritardi o scioperi, e praticamente inutilizzata (se non da barboni e senzatetto, costretti poi a sostare all’esterno la notte, dopo l’installazione di cancelli per la chiusura serale), freddissima d’inverno per via dell’assenza di riscaldamento, pochissime obliteratrici, mal posizionate (quella interna al mattino è presa letteralmente d’assalto) e spesso guaste.

Per non parlare poi dei bagni alla “Trainspotting” e delle macchinette per i biglietti che funzionano quattro mesi si ed otto no: insomma l’aumento del traffico nel tempo non ha portato a nessun cambiamento e la stazione, se non fosse per la struttura nera esterna che protegge dalle intemperie, sarebbe uguale a quella di una ventina/trentina di anni fa, al pari dei treni che vi transitano. La situazione di disagio cresce inesorabilmente durante la stagione scolastica toccando le vette più alte durante l’inverno e durante l’estate, quando le colonie di sinti pullulano all’ingresso fino a tarda notte.



Altro grosso problema logistico è quello dei parcheggi selvaggi in doppia fila dinnanzi all’ingresso preso d’assalto, specialmente nel tardo pomeriggio, dagli automobilisti in attesa dei pendolari che, creando un groviglio di vetture, rendono difficile il defluire del traffico; un problema dovuto anche alla massiccia presenza delle strisce blu imposte dal comune. Nonostante le lamentele e i disagi che si susseguono da anni la situazione è immobile e stranamente nessuna soluzione è stata sbandierata in campagna elettorale.

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