Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Regio Parco / Via Gabriele Rossetti

Oltre il degrado, quale futuro ha l'ex Fimit di via Rossetti?

La struttura di via Rossetti è di proprietà dell'Università di Torino e sarebbe dovuta diventare il nuovo polo di Scienze motorie. Sogni a parte, ora è una discarica a cielo aperto, spesso preso di mira per rave improvvisati

Abbandonata da quattordici anni e in attesa di una riqualificazione che sembra sempre più un miraggio. L’ex Fimit di via Rossetti, una struttura del Regio Parco di proprietà dell’Università degli Studi di Torino, è tornata a far parlare di sé a causa delle occupazioni dei disperati e dei rave party non autorizzati. Per questo il consiglio della circoscrizione Sei ha recentemente votato all’unanimità due documenti con richiesta di interventi immediati per quelle vecchie fabbriche dell’orrore.

Ma ad oggi l’ex Fimit è soltanto un’immensa discarica a cielo aperto, gentile omaggio di capodanno firmato da centinaia da quei punkabbestia che lo scorso 30 dicembre hanno sfondato il cancello e occupato – senza incontrare resistenza – i locali interni. Tre giorni di festeggiamenti a base di alcool e droghe che si sono abbattuti come un ciclone sulla vita dei residenti e dei commercianti della zona. Con effetti devastanti. Musica ad alto volume sia di giorno che di notte, viavai di ragazzi che faticavano persino a reggersi in piedi, atti vandalici ai portoni delle case e ai negozi del quartiere.

"Abbiamo visto decine e decine di camper oltrepassare quei cancelli - dichiara Michelangelo Gulli, presidente dell’associazione commercianti “Una finestra su Regio Parco” -. In compenso nessuno si è fatto carico di questa gatta da pelare. Ci hanno lasciati soli in preda al delirio totale. Il rave è durato tre giorni eppure nessuno ha cercato di sgomberare quella gente. Un atto di menefreghismo verso questo quartiere che non lasceremo che passi inosservato".

Pensare che in via Rossetti doveva nascere il nuovo campus universitario delle Scienze Motorie. Un progetto di ricollocazione della scuola che avrebbe dovuto far parte del nuovo piano strategico di sviluppo 2007-2012. Così però non è andata e negli ultimi anni il degrado è diventato il padrone di quei capannoni maledetti. "Ho scritto al sindaco Fassino e all’Università chiedendo un presidio per la zona – spiega la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli -. Ho personalmente denunciato l’accaduto. Non è possibile che nessuno sapesse del rischio di questo rave e soprattutto non riesco proprio a capire perché non è stato fatto nulla per cacciare gli abusivi dall’ex Fimit".



 

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